Tre astronauti cinesi hanno raggiunto la stazione spaziale Tiangong, segnando un altro passo decisivo nel programma spaziale della Cina. La missione Shenzhou-20, lanciata con successo dal centro spaziale di Jiuquan, si è agganciata al modulo centrale Tianhe alle 17:49 ora italiana di ieri, come confermato dall’Ufficio Cinese per l’Ingegneria dei Voli Spaziali Umani (CMSEO).
A bordo il comandante Chen Dong, già veterano della missione Shenzhou-14, e i suoi colleghi Chen Zhongrui e Wang Jie, entrambi al loro primo volo spaziale. Chen Zhongrui, ex pilota dell’aeronautica militare, e Wang, ingegnere del colosso aerospaziale CASC, sono stati selezionati nel 2020 come parte della terza generazione di astronauti cinesi.
Una staffetta orbitale
L’equipaggio della Shenzhou-20 subentrerà nei prossimi giorni alla squadra della Shenzhou-19, in orbita da 6 mesi. Il comandante Cai Xuzhe, insieme a Song Lingdong e Wang Haoze, rientreranno sulla Terra il 29 aprile, atterrando nel sito di Dongfeng, vicino a Jiuquan.
È la 6ª missione con equipaggio verso la stazione Tiangong, completata nel 2022 con l’aggiunta dei moduli sperimentali Wentian e Mengtian al nucleo Tianhe.
Esperimenti scientifici e nuovi arrivi
Durante i 6 mesi di missione, l’equipaggio condurrà numerose attività extraveicolari, esperimenti scientifici, progetti di divulgazione e accoglierà il cargo Tianzhou-9. Tra gli esperimenti spiccano quelli di biologia spaziale: saranno studiati zebrafish, planarie e Streptomyces, per comprendere l’adattamento biologico in microgravità, la rigenerazione cellulare e il comportamento dei batteri utili alla produzione di antibiotici.
Il futuro di Tiangong e la corsa alla Luna
Il CMSEO ha rivelato anche piani di espansione di Tiangong: un modulo multifunzionale con 6 porti di attracco sarà inviato in orbita nei prossimi anni, aprendo la porta a missioni turistiche, commerciali e internazionali. Proprio in quest’ottica, è in corso una collaborazione con il Pakistan per la selezione di un astronauta che partecipi a una futura missione.
Lo sguardo della Cina si estende però ben oltre l’orbita terrestre. In una conferenza stampa tenutasi il 23 aprile, Lin Xiqiang, vice direttore del CMSEO, ha aggiornato i media sullo stato del programma lunare, confermando progressi regolari nello sviluppo dei principali componenti:
- Long March 10, il nuovo razzo vettore
- Mengzhou, la navicella con equipaggio per la Luna
- Lanyue, il modulo di atterraggio lunare
- Wangyu, la tuta lunare
- Tansuo, il rover per esplorazione umana
Sono già stati effettuati test cruciali, tra cui controlli elettrici, prove di caduta da alta quota e test termici. I prossimi mesi vedranno un fitto calendario di test a Jiuquan e Wenchang, tra cui simulazioni di atterraggio e decolli integrati, test di volo a bassa quota e simulazioni di massima pressione dinamica.
Una sfida tecnica e diplomatica
La Cina punta a un allunaggio umano entro il 2030, affrontando sfide tecnologiche e organizzative complesse. Il progetto ha anche una dimensione geopolitica: il Paese intende consolidare la propria leadership spaziale e ampliare le collaborazioni internazionali, sfidando il monopolio storico delle missioni NASA.
Il lancio di Shenzhou-20, avvenuto proprio nel 55º anniversario del lancio del primo satellite cinese Dongfanghong-1, rappresenta simbolicamente un nuovo capitolo nella lunga storia spaziale del Paese. Con 21 lanci orbitali già completati nel 2025, la Cina si conferma protagonista indiscusso nella nuova era dell’esplorazione spaziale.
