Spazio, anche Leonardo ha contribuito al satellite Biomass dell’ESA

Leonardo ha fornito l'innovativo sottosistema che trasmette e amplifica il segnale dell'antenna radar del satellite Biomass

Anche Leonardo e le sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space hanno contribuito alla realizzazione del satellite Biomass dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), lanciato oggi. Il colosso italiano della difesa e dell’aerospazio ha fornito tecnologie chiave per Biomass, come l’innovativo sottosistema che trasmette e amplifica il segnale dell’antenna radar del satellite (l’amplificatore di potenza – “PAS”). Sviluppato nel sito di Nerviano (MI) da un team di circa 50 persone con diverse competenze, l’amplificatore rappresenta una vera rivoluzione perché, per la prima volta in ambito spaziale, è stato realizzato con un dispositivo elettronico al nitruro di gallio (GaN), ovvero un materiale semiconduttore in grado di erogare potenze superiori ai sistemi tradizionali. Questo permetterà allo strumento di disporre della potenza sufficiente a penetrare attraverso l’intero strato della vegetazione forestale. Grazie all’amplificatore, lo strumento radar sarà quindi in grado di misurare in tempo reale gli scambi di carbonio con l’atmosfera e fornire una mappatura tridimensionale della vegetazione forestale.

Thales Alenia Space Italia, in particolare con i suoi siti di Roma e L’Aquila, è responsabile di elementi chiave dell’antenna (Feed Array) che rende possibile il collegamento tra l’elettronica del radar e l’antenna di 12 metri per un fascio di illuminazione.

Telespazio, in particolare la sua controllata in Germania, ha fornito all’European Space Operations Centre (ESOC) – il centro dell’ESA per il controllo delle missioni – servizi di supporto ingegneristico per la preparazione alle operazioni della missione. Inoltre, la società è coinvolta nelle attività di Flight Control, come il supporto per la gestione dei dati e per il sistema di controllo di assetto e orbita del satellite (AOCS -Attitude and Orbit Control System).

Il lancio del satellite Biomass

Il rivoluzionario satellite dell’ESA, progettato per fornire informazioni senza precedenti sulle foreste del mondo e sul loro ruolo cruciale nel ciclo del carbonio della Terra, è decollato a bordo di un razzo Vega-C dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, il 29 aprile alle 11:15 CEST (06:15 ora locale). Meno di un’ora dopo il lancio, Biomass si è separato dallo stadio superiore del razzo. Alle 12:27 CEST, il team dell’European Space Operations Centre dell’ESA in Germania hanno ricevuto il primo importante segnale, trasmesso tramite la stazione di terra Troll in Antartide, che Biomass sta funzionando come previsto in orbita.

La prima immagine della missione Biomass è attesa tra due o tre settimane, ha spiegato ai cronisti, riuniti nel Centro europeo per le Operazioni spaziali di Darmstadt, il Biomass Spacecraft Operations Manager Elia Maestroni. “In questo momento abbiamo contatti con antenne che si trovano al Polo Sud e al Polo Nord e ci permettono di controllare il satellite ogni 45 minuti, per tutto il giorno – spiega Maestroni – Passata questa fase, i controlli si ridurranno a due al giorno, mentre si attiveranno le antenne per la scienza, quelle dedicate ai dati”.

Il team di controllo dell’ESOC trascorrerà i prossimi giorni a svolgere la fase di “lancio e orbita iniziale”, verificando meticolosamente che tutti i sistemi funzionino correttamente. Questa fase critica comporta anche una serie di manovre non semplici per dispiegare il riflettore a maglie largo 12 metri del satellite supportato da un braccio di 7,5 metri. Una volta completata questa fase, Biomass si unirà al portafoglio di missioni pionieristiche gestite dal centro di controllo missione dell’ESA.

La missione Biomass

Portando il primo radar ad apertura sintetica in banda P nello spazio, la missione Biomass è progettata per fornire informazioni cruciali sullo stato delle nostre foreste e su come stanno cambiando e per approfondire la nostra conoscenza del ruolo svolto dalle foreste nel ciclo del carbonio.