Il cielo di aprile torna palcoscenico di uno degli eventi astronomici più affascinanti dell’anno: lo sciame meteorico delle Liridi. Nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2025, gli appassionati di astronomia, e non solo, avranno l’opportunità di assistere al culmine di questo fenomeno celeste, con una media attesa di circa 12 meteore visibili ogni ora nel cielo italiano.
Liridi, appuntamento millenario con la cometa Thatcher
Le Liridi sono tra gli sciami meteorici più antichi documentati, con osservazioni che risalgono a oltre 2.700 anni fa. L’origine di questo sciame è legata ai residui lasciati dalla cometa Thatcher (C/1861 G1), scoperta durante il suo ultimo passaggio nel Sistema Solare interno nel 1861. Questa cometa ha un’orbita estremamente lunga: compie un giro attorno al Sole ogni 422 anni, e il suo prossimo transito sarà nel lontano 2283.
Quando la Terra attraversa la scia di detriti lasciata dalla cometa, i frammenti, spesso piccoli come granelli di sabbia, entrano nell’atmosfera terrestre a velocità elevatissime, circa 50 km/s, bruciando e generando le famose “stelle cadenti”. La costellazione della Lira, da cui lo sciame prende il nome, ospita il radiante, ovvero la zona da cui sembrano provenire le meteore. La brillante stella Vega sarà facilmente individuabile nel cielo orientale a partire dal crepuscolo.
Stelle cadenti, l’osservazione delle Liridi in Italia
Quest’anno le condizioni per l’osservazione delle Liridi in Italia si preannunciano particolarmente favorevoli. Sebbene nei giorni precedenti al picco la Luna potrà disturbare la visibilità, nelle ore successive alla mezzanotte la sua luce andrà progressivamente scemando, offrendo un cielo quasi privo di interferenze luminose. Questo favorirà l’osservazione delle Liridi, specialmente da zone lontane dall’inquinamento luminoso cittadino.
Secondo l’American Meteor Society, durante il picco globale dello sciame si potrebbero osservare fino a 18 meteore l’ora, ma il numero può variare in base alle condizioni locali e all’oscurità del cielo, con possibili sorprese: le Liridi, infatti, sono note per la comparsa di fireball, bolidi eccezionalmente luminosi che lasciano scie persistenti.
Un’opportunità per fotografare il cielo
Per gli appassionati di fotografia, le Liridi offrono un’occasione ideale per immortalare una “stella cadente”. Con una fotocamera impostata su esposizioni di 20–30 secondi, un valore ISO tra 800 e 3200 (1600 è un buon compromesso) e un diaframma aperto (basso f/stop), si possono catturare scie luminose spettacolari. Un treppiede è essenziale per mantenere la stabilità e aumentare le possibilità di ottenere uno scatto riuscito.
Impostando la fotocamera per scattare a raffica, è possibile catturare il momento esatto in cui un meteoroide attraversa il campo visivo. Anche uno smartphone moderno, con modalità notturna e lunga esposizione, può offrire risultati sorprendenti, specialmente in combinazione con app dedicate.
Passaggio di testimone celeste
Con il declino delle Liridi, il cielo notturno non resterà vuoto a lungo. Dal 19 aprile al 28 maggio sarà attivo un altro sciame meteorico, quello delle Eta Aquaridi, legato alla celebre cometa di Halley. Il picco sarà nella notte tra il 4 e il 5 maggio, più visibile dall’emisfero australe, ma anche nell’emisfero Nord, inclusa l’Italia, si potranno osservare fino a 30 meteore l’ora.
