Un recente studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences suggerisce che una combinazione di terremoti e cambiamenti climatici potrebbe portare a un significativo innalzamento del livello del mare nella regione di Cascadia, lungo le coste di Washington, Oregon e California settentrionale. La ricerca, condotta dal team di Virginia Tech guidato dalla scienziata Tina Dura, ha utilizzato avanzate tecniche di modellazione sismica e analisi geospaziale per esaminare l’impatto dei terremoti sulle pianure alluvionali costiere.
Secondo lo studio, un terremoto di grande magnitudo, in grado di causare un cedimento del terreno costiero di 5-2 metri, potrebbe ampliare le aree vulnerabili a inondazioni di ben 90-300 km quadrati. Questo fenomeno, noto come subsidenza, consiste nel movimento verticale verso il basso del terreno, che potrebbe essere aggravato dai cambiamenti climatici e dalle continue azioni sismiche. Sebbene la subsidenza si sviluppi lentamente nel tempo, eventi sismici di forte intensità, come quelli con magnitudo superiore a 8, potrebbero causare repentini cedimenti, aumentando notevolmente il rischio di inondazioni improvvise.
Gli esperti prevedono che entro il 2100, la combinazione di questi fattori potrebbe triplicare il rischio di inondazioni, rendendo alcune comunità costiere della regione inabitabili. Gli autori dello studio sottolineano la necessità di pianificare l’impatto congiunto di terremoti e cambiamenti climatici nelle regioni costiere a livello globale, per proteggere le infrastrutture e le persone vulnerabili a questi fenomeni naturali estremi.
