Nonostante le dichiarazioni ufficiali di indipendenza energetica da Mosca, l’Ucraina continua a dipendere dal gas russo, seppur tramite intermediari europei. A confermare questa realtà è stato Oleksiy Kucherenko, primo vicepresidente della commissione energia del Parlamento ucraino, che ha affermato: “compriamo sicuramente gas russo che viene fornito tramite il gasdotto TurkStream e che, ad esempio, raggiunge la Serbia o l’Ungheria. Non possiamo determinare l’origine delle molecole”.
Le parole di Kucherenko, riportate da Caliber.Az e citando media russi, confermano quanto già ammesso dal ministro degli Esteri slovacco Juraj Blanar: il gas russo continua ad alimentare l’Ucraina, sebbene formalmente venga acquistato da trader europei. Attualmente, Kyiv importa principalmente gas da Paesi dell’Unione Europea. Recentemente ha ricevuto anche un primo carico di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti, ma la quantità è stata insufficiente a coprire il fabbisogno nazionale. Di conseguenza, il ricorso a forniture indirette di gas russo rimane una prassi diffusa e necessaria, nonostante il prezzo maggiorato dovuto agli intermediari.
Il ruolo del TurkStream
Il gasdotto TurkStream, operativo da gennaio 2020, corre lungo il fondo del Mar Nero e si divide in due rami: uno serve la Turchia, l’altro fornisce gas ai Paesi dell’Europa meridionale e sud-orientale. La capacità progettuale del TurkStream è di 31,5 miliardi di metri cubi l’anno. Questo corridoio energetico si è rivelato centrale per l’approvvigionamento di diversi Paesi europei, ed è divenuto anche un canale indiretto di approvvigionamento per l’Ucraina, nonostante le tensioni geopolitiche e la guerra in corso.
Le dichiarazioni di Kucherenko aprono un nuovo fronte di dibattito sull’effettiva indipendenza energetica dell’Ucraina e sull’efficacia delle strategie europee di diversificazione. Mentre la guerra con la Russia prosegue, la realtà economica e infrastrutturale dimostra che l’allontanamento totale dal gas russo è ancora lontano.
