L’ultraleggero precipitato nel pomeriggio di mercoledì 2 aprile nell’entroterra di Genova era stato appena acquistato, di seconda mano, da Riccardo Muci, il poliziotto morto nell’incidente insieme all’istruttore Giuseppe Gabbi. I due erano andati proprio ieri nell’hangar del campo volo di Mazzè in provincia di Torino per portare l’ultraleggero a Sutri (Viterbo), dove l’agente in servizio all’Interpol lo avrebbe tenuto. Ai comandi ieri vi era l’istruttore, visto che Muci non si sentiva di affrontare una traversata così lunga. I Carabinieri di Genova, coordinati dalla pm Paola Calleri, hanno acquisito tutti i documenti del velivolo, le certificazioni e l’atto di compravendita.
L’ultraleggero non aveva una scatola nera, dunque sarà difficile capire cosa sia effettivamente successo. Al momento non si esclude nessuna ipotesi: dal malfunzionamento alle avverse condizioni meteo, visto che c’era vento e nebbia, fino al possibile malore di Gabbi. Il transponder era acceso ma manca un piano di volo e resta da chiarire perché i due avessero scelto di passare dall’Appennino Ligure.
La carcassa è andata distrutta, resta soltanto il motore. Gli investigatori ieri hanno trovato uno zainetto, integro, di Muci: dentro è stato trovato un tablet su cui è installata una app per il volo. Non si esclude che possa avere conservato dati del volo. Nei prossimi giorni, verrà disposta l’autopsia e verrà nominato un esperto per risalire al motivo dell’incidente aereo. Il fascicolo, al momento contro ignoti, è per omicidio colposo.
