Gli Stati dell’Ue hanno dato il via libera alle contromisure europee ai dazi americani. Solo l’Ungheria si è opposta. Le tariffe, che per la gran parte dei prodotti saranno del 25%, si applicheranno in tre tranche: la prima dal 15 aprile, la seconda dal 16 maggio, la terza dall’1 dicembre. Il via libera è arrivato nella cosiddetta Comitatologia, procedura che la partecipazione dei rappresentanti dei Paesi membri nel rilasciare un parere formale a atti di esecuzione della Commissione.
“L’Ue ritiene che i dazi statunitensi siano ingiustificati e dannosi, in quanto arrecano danni economici a entrambe le parti e all’economia globale. Ha dichiarato la sua netta preferenza per la ricerca di soluzioni negoziate con gli Stati Uniti, che siano equilibrate e reciprocamente vantaggiose. L’odierno voto di approvazione da parte degli Stati membri implica che, una volta concluse le procedure interne della Commissione e pubblicato l’atto di esecuzione, le contromisure entreranno in vigore. I dazi inizieranno a essere riscossi a partire dal 15 aprile. Tali contromisure possono essere sospese in qualsiasi momento, qualora gli Stati Uniti accettino un esito negoziato equo ed equilibrato“. Lo rende noto la Commissione europea.
I dazi decisi dall’Ue nei confronti degli Stati Uniti saranno riscossi a partire dal 15 aprile per un valore complessivo pari a 20,9 miliardi di euro. Una cifra più bassa rispetto ai 26 miliardi dei dazi su alluminio, acciaio e derivati imposti dagli USA il 12 marzo. Questo per una serie di fattori economici e di scelta politica, in quanto l’Ue ha voluto dare un segnale distensivo ed evitare una guerra commerciale “occhio per occhio”. La riscossione sarà graduale: la prima tranche al via il 15 aprile vale 3,9 miliardi di euro, la seconda del 16 maggio vale 13,5 miliardi e la terza, il primo dicembre, 3,5 miliardi.
Il regolamento attuativo è accompagnato da quattro allegati, in cui sono indicate quattro liste con i vari prodotti soggetti a dazi, assieme alle relative aliquote. Le nuove liste riprendono, ad eccezione del whisky e del bourbon, le categorie già colpite dalle misure di riequilibrio adottate nel 2018 (poi sospese nel 2021), aggiungendo una serie di beni più estesa, per via dell’aumento e dell’ampliamento dei dazi USA entrati in vigore il 12 marzo scorso.
