La scorsa settimana, chi si trovava sotto i cieli stellati dell’Alaska ha assistito a un fenomeno spettacolare e decisamente insolito: un gigantesco anello luminoso, una sorta un “wormhole”, è apparso sopra l’aurora boreale, illuminando la notte e scatenando la curiosità – e qualche timore – tra gli osservatori. La spiegazione, come spesso accade, è da cercare nella scienza.
“Wormhole” spunta nel cielo dell’Alaska: l’esperimento AWESOME
Il misterioso anello è stato in realtà il risultato di un esperimento atmosferico condotto dalla NASA in collaborazione con l’Università dell’Alaska Fairbanks (UAF). Il 29 marzo, alle 01:33 del mattino ora locale, dal centro di lancio di Poker Flat Research Range, a Nord di Fairbanks, è stato lanciato il 3° di una serie di razzi sonda nell’ambito della missione AWESOME (Auroral Waves Excited by Substorm Onset Magnetic Events).
Il professor Mark Conde, fisico spaziale della UAF e responsabile del progetto, ha spiegato che il fenomeno osservato è stato prodotto dai vapori di scarico del razzo, illuminati dalla luce del Sole nelle alte quote dell’atmosfera. “Era estremamente brillante e assolutamente inconfondibile“, ha dichiarato Conde, come riporta SpaceWeather.com. “Si trovava tra i 60 e i 75 miglia di altitudine e aveva un diametro di circa 15 miglia“. Secondo il professore, la forma perfetta dell’anello ha permesso agli scienziati di tracciare con precisione i movimenti locali dell’atmosfera, fornendo dati preziosi per lo studio dei venti e delle turbolenze nella termosfera.
L’obiettivo di AWESOME è ambizioso: capire come le aurore riescano a “mettere in ebollizione” gli strati superiori dell’atmosfera terrestre. Normalmente, nella termosfera – una delle regioni più alte e rarefatte della nostra atmosfera – non avvengono moti convettivi, perché le temperature, paradossalmente, sono più alte in alto che in basso. Tuttavia, durante le subtempeste aurorali, l’energia sprigionata dal Sole attraverso il vento solare può innescare una sorta di “ebollizione spaziale”, alterando significativamente i moti atmosferici.
I 3 lanci
Per osservare e analizzare questi fenomeni, il team ha utilizzato una serie di lanci coordinati. Già nella notte del 25 marzo, 2 razzi erano stati lanciati sempre dalla base di Poker Flat. Il 1°, un Terrier-Improved Malemute, ha misurato le perturbazioni magnetiche causate dalle aurore; il 2°, un potente Black Brant XII a 4 stadi, ha rilasciato traccianti colorati e sensori di pressione per monitorare i movimenti delle particelle cariche nella ionosfera.
La rete di osservazione, distribuita in diverse località dell’Alaska – da Utqiagvik a Venetie – ha permesso agli scienziati di catturare dati da più angolazioni, migliorando la comprensione dei complessi processi in atto. Il 3° razzo, quello responsabile del “wormhole“, era stato inizialmente rimandato a causa di problemi al motore, ma il lancio è avvenuto con successo poco prima della chiusura della finestra temporale dell’esperimento.
Il Meteo Spaziale e le previsioni
Oltre a regalare uno spettacolo mozzafiato agli abitanti dell’Alaska, questi esperimenti hanno un valore scientifico cruciale. Comprendere meglio il comportamento della termosfera e della ionosfera significa migliorare le previsioni del meteo spaziale, un aspetto fondamentale per la protezione dei satelliti e delle comunicazioni globali, sempre più vulnerabili alle tempeste solari.
In altre parole, niente viaggi interstellari questa volta: se il cielo sopra l’Alaska sembrava uscito da un film di fantascienza, è solo grazie alla scienza, capace di trasformare esperimenti complessi in spettacoli di rara bellezza.
