Il 19 maggio 1536 segna una delle giornate più cupe della storia inglese: la decapitazione di Anna Bolena, seconda moglie del re Enrico VIII. Condannata con l’accusa di adulterio, incesto e tradimento, la regina venne giustiziata nella Torre di Londra, ponendo fine a un matrimonio che aveva scosso l’intera Europa. Anna, figura affascinante e controversa, fu al centro di una rivoluzione religiosa: la sua unione con Enrico portò allo scisma anglicano e alla rottura con la Chiesa di Roma. Tuttavia, la sua mancata capacità di dare un erede maschio. pur avendo dato alla luce Elisabetta, futura regina. minò la sua posizione a corte.
Il processo che la condannò fu rapido e, secondo molti storici, orchestrato politicamente. Le prove erano fragili e i presunti amanti, tra cui suo fratello, vennero giustiziati prima di lei. La sua morte aprì la strada al matrimonio con Jane Seymour, terza moglie di Enrico.
A quasi cinque secoli di distanza, la figura di Anna Bolena continua a suscitare interesse, tra romanticismo tragico e lotta per il potere. Vittima o colpevole? La storia, forse, non lo dirà mai con certezza.
