Il 20 maggio 1506 Cristoforo Colombo muore a Valladolid

Cristoforo Colombo resta una delle figure più emblematiche e dibattute della storia mondiale, simbolo di scoperta

Il 20 maggio 1506, a Valladolid, in Spagna, si spegne Cristoforo Colombo, l’uomo che cambiò per sempre la storia del mondo. L’esploratore genovese, oggi celebrato come “scopritore” dell’America, morì quasi dimenticato, senza ricevere in vita il pieno riconoscimento per le sue imprese rivoluzionarie. Colombo, nato nel 1451 a Genova, compì quattro viaggi transatlantici tra il 1492 e il 1504 sotto la bandiera della corona spagnola. Con la sua prima traversata raggiunse le isole dei Caraibi, convinto di aver trovato una nuova via per le Indie. In realtà aveva messo piede su un continente allora sconosciuto agli europei, aprendo l’era delle grandi esplorazioni e dei contatti tra Vecchio e Nuovo Mondo.

Nonostante l’enorme portata delle sue scoperte, Colombo finì la sua vita in condizioni modeste, coinvolto in dispute legali con la monarchia spagnola per il riconoscimento dei privilegi promessi. La sua figura rimase controversa: acclamato come eroe da alcuni, criticato per le conseguenze nefaste della colonizzazione da altri.