Un team di archeologi dell’Università di Heidelberg ha riportato alla luce un eccezionale bassorilievo in pietra risalente a 2.600 anni fa, scoperto nel sito archeologico di Ninive, nell’odierna Mosul, in Iraq settentrionale. Il rilievo è stato rinvenuto nel palazzo reale Nord di Ashurbanipal, ultimo grande sovrano dell’Impero Neo-Assiro (699–631 a.C.).
Ninive fu capitale e centro nevralgico dell’impero assiro e, sotto il regno di Sennacherib nell’VIII secolo a.C., divenne la città più grande e potente del mondo per circa cinquant’anni. Questo nuovo ritrovamento conferma l’importanza storica, politica e artistica del sito.
Il rilievo: divinità, simboli e potere imperiale
Il bassorilievo misura ben 5,5 metri di lunghezza per 3 metri di altezza, con un peso stimato di circa 12 tonnellate. La scena scolpita è straordinaria per la sua composizione e il significato simbolico: al centro è raffigurato il re Ashurbanipal, affiancato dalle divinità supreme Ashur, dio nazionale degli Assiri, e Ishtar, dea patrona di Ninive e simbolo di guerra e fertilità.
Dietro di loro appaiono un “genio del pesce”, figura mitologica associata a salvezza e rinascita, e una figura con le braccia alzate, probabilmente un “uomo-scorpione”, altra creatura mitologica mesopotamica. Secondo gli archeologi, in origine sopra il rilievo era collocato un grande disco solare alato, simbolo divino del potere e della protezione.

Una scoperta salvata dal tempo
I frammenti del rilievo sono stati trovati in una fossa riempita di terra, scavata durante il periodo ellenistico (III–II secolo a.C.), proprio dietro una nicchia di fronte all’ingresso principale della sala del trono. Questo occultamento accidentale ha impedito che il reperto fosse scoperto dagli archeologi britannici più di un secolo fa.
Gli studiosi dell’Università di Heidelberg prevedono ora uno studio dettagliato e la pubblicazione dei risultati su riviste scientifiche internazionali, aprendo nuove prospettive sulla cultura, la religione e il potere nell’antica Mesopotamia.