Jayant Vishnu Narlikar, uno dei più grandi astrofisici dell’India e figura chiave della cosmologia teorica del Novecento, è morto nel sonno all’età di 87 anni nella sua casa nella città indiana di Pune. E’ stato fondatore dell’Inter-University Centre for Astronomy and Astrophysics a Pune e tra le sue opere figurano “An Introduction to Cosmology” (Cambridge University Press, 2002) e” Quasars and Active Galactic Nuclei: An Introduction” (Cambridge University Press, 1999). In Italia ha pubblicato “La struttura dell’Universo” (Einaudi, 1984), “Astrofisica” (Jaca Book, 1992) e “Le sette meraviglie del cosmo” (Codice Edizioni, 2006). Per la sua intensa attività di divulgazione scientifica è stato insignito dell’Indira Gandhi Award dall’Accademia delle scienze indiana nel 1990 e dal Kalinga Award dall’Unesco nel 1996.
Chi era Jayant Vishnu Narlikar
Nato il 19 luglio 1938 a Kolhapur, nello stato del Maharashtra, e formatosi all’Università di Cambridge sotto la guida di Fred Hoyle, fu autore della celebre teoria Hoyle-Narlikar, che propose un’alternativa radicale al modello del Big Bang. Con rigore e coraggio, Narlikar rimase tra i pochi a sostenere con convinzione la teoria dello stato stazionario, anche quando il consenso scientifico si spostava altrove. In India, è ricordato come il fondatore visionario dell’Inter-University Centre for Astronomy and Astrophysics, istituto che sotto la sua guida divenne un polo d’eccellenza nella ricerca e nella formazione in astrofisica. Alla guida dell’istituto dal 1988 al 2003, ha continuato a lavorarvi come professore emerito fino agli ultimi anni.
Figlio del matematico Vishnu Vasudeva Narlikar, Jayant crebbe in un ambiente intellettualmente stimolante e completò la scuola a Banaras Hindu University. Trasferitosi a Cambridge, si distinse per il suo straordinario talento matematico, vincendo la medaglia Tyson e ottenendo il titolo di Wrangler, una delle più alte onorificenze accademiche inglesi. Nel 1966 fu tra i fondatori dell’Institute of Theoretical Astronomy a Cambridge, prima di rientrare in India per contribuire allo sviluppo della ricerca scientifica nazionale. Tra il 1972 e il 1989 lavorò al Tata Institute of Fundamental Research, e da lì maturò l’idea di creare un centro universitario interistituzionale dedicato all’astrofisica.
La sua carriera fu coronata da prestigiosi riconoscimenti: Padma Bhushan nel 1965 (a soli 26 anni), Padma Vibhushan nel 2004 e Maharashtra Bhushan nel 2010. Fu membro della Royal Astronomical Society, delle tre principali accademie scientifiche indiane e della Third World Academy of Sciences. Tra i molti premi internazionali, spicca il Prix Jules Janssen dalla Società Astronomica di Francia.
Narlikar fu infatti anche un eccezionale comunicatore. Scrisse numerosi saggi e romanzi di fantascienza in marathi, hindi e inglese, partecipò a programmi televisivi e radiofonici e pubblicò manuali accademici. La passione per la conoscenza e l’impegno educativo hanno accompagnato tutta la sua vita. La sua autobiografia in marathi, “Chaar Nagarantale Maze Vishwa”, vinse il Premio Sahitya Akademi nel 2014. Nel 2021 fu presidente del Marathi Sahitya Sammelan, a conferma del suo ruolo di ponte tra scienza e cultura.
