Un improvviso e vasto blackout ha paralizzato la Spagna, gettando nel caos città e infrastrutture. Mentre il governo guidato da Pedro Sánchez indaga sulle cause, il prof. Franco Battaglia, docente di chimica fisica all’Università di Modena e rinomato esperto di questioni climatiche e ambientali, non ha dubbi sulla vera origine del problema. In un articolo pubblicato su La Verità, Battaglia accusa il premier spagnolo di “nascondere la causa del blackout per non ammettere l’harakiri ecologista“.
Secondo l’esperto, il governo iberico sarebbe ben consapevole che “il guaio è stato generato da un sistema sbilanciato sulle energie rinnovabili. La verità però è un tabù“. Battaglia si mostra scettico sulla volontà di fare chiarezza: “Ma, secondo voi, ce la diranno la causa del blackout? Io dico di no, e per due ragioni. Intanto, perché hanno subito messo le mani avanti con una stravaganza – quella delle vibrazioni atmosferiche che, solo a leggerla, lasciava senza parole: excusatio non petita, eccetera. Poi perché a oggi non dicono nulla: dicono che devono ancora capire“.
Il professore rincara la dose, sottolineando come il ritardo nell’individuare le cause dovrebbe portare a immediate conseguenze: “Il fatto stesso che debbano ancora capire dovrebbe giustificare le massime autorità politiche a licenziare in tronco ingegneri preposti al controllo della stabilità della rete. Non perché essa è stata instabile, ma perché neanche ne sanno la ragione“. L’assenza di provvedimenti, per Battaglia, è un chiaro segnale: “Siccome le massime autorità politiche iberiche non licenziano nessuno, la cosa più probabile è che esse siano state informate della causa esatta dello scompenso. E non la dicono solo perché non possono dirla. Sono ancora a cogitare una possibile ‘spiegazione’ da fornire al popolo bue“.
Il cuore della critica di Battaglia si concentra sul massiccio ricorso a fonti energetiche intermittenti come l’eolico e il fotovoltaico: “Qualunque sia la spiegazione che forniranno, rimane una profonda verità: su eolico e fotovoltaico deve essere messa una pietra tombale. Perché anche quando lo scompenso elettrico causa del blackout iberico non fosse da attribuire a queste tecnologie ballerine, il fatto è che esse sono ben suscettibili a generare simili scompensi“.
L’esperto spiega il principio fondamentale del sistema elettrico: “Il sistema elettrico funziona secondo un principio fondamentale: l’equilibrio istantaneo tra domanda e produzione e la quantità di energia elettrica prodotta deve corrispondere esattamente, in ogni istante, a quella consumata“. Nel caso specifico spagnolo, Battaglia evidenzia come “al momento del collasso iberico, la produzione elettrica era garantita, leggo, per oltre il 70% da eolico e fotovoltaico. Naturalmente in questi casi in cui ci si affida così tanto a queste tecnologie, la possibilità di scompensi è elevata (che so, un calo di vento o un cielo che si annuvola rapidamente)“.
La soluzione, secondo il professore, risiede in quelle fonti energetiche che il Green Deal europeo vorrebbe abbandonare: “Ma come si compensa agli scompensi? Ecco, qui casca l’asino: con gli impianti che non si vogliono, cioè quelli a combustibili fossili e, specificamente, quelli a turbogas, purché siano collegati in rete e, soprattutto, purché siano già accesi. Perché solo se sono collegati e accesi lo scompenso si rimedia in pochi secondi“.
Battaglia mette in guardia anche dai rischi del nucleare in tali situazioni: “Va detto che quando lo scompenso è importante, la presenza di impianti nucleari aggrava la situazione, perché questi, in presenza di scompenso si spengono automaticamente per sicurezza, cosicché lo scompenso diventa ancora più importante. Per dirla tutta, gli impianti nucleari non possono permettersi di subire un blackout perché i loro circuiti di raffreddamento funzionano con l’elettricità e, in mancanza di questa dalla rete, devono generarsela da soli con generatori diesel in loco, che devono essere perfettamente funzionanti, pena effetto Fukushima“.
Battaglia conclude con una critica al Green Deal di Ursula von der Leyen, che promuove eolico e fotovoltaico allo scopo di azzerare l’uso dei combustibili fossili, ignorando la necessità di “tutti gli odiati impianti, massimamente quelli a turbogas” per garantire la stabilità del sistema. Per Battaglia, il blackout spagnolo è un campanello d’allarme che il governo Sánchez non oserà suonare apertamente: “Non ce lo diranno mai, neanche sotto tortura: dovrebbero ammettere di aver sbagliato tutto ad aver seguito Ursula e le sue paturnie“.
