“Quasi 500 scosse e 8 sciami nel mese di aprile ai Campi Flegrei sono il segno di una sismicità sostenuta“, secondo Fabio Florindo, presidente dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. in un’intervista a Repubblica, l’esperto ha spiegato: “Ad aprile il suolo si sollevava di 3 centimetri al mese. Ora ha rallentato, siamo a 1,5 centimetri. Il bradisismo è diminuito, ma non cessato. Il sistema vulcanico dei Campi Flegrei resta in tensione. Il terreno subisce una spinta da sotto e si inarca, fino a quando le rocce non si fratturano producendo sismi“. “O la spinta viene dai gas provenienti dalla camera magmatica o da piccole intrusioni di magma. Si tratterebbe in quest’ultimo caso di piccole quantità, che non indicano in nessun modo un’eruzione imminente“. Allo stato attuale delle cose, Florindo esclude il rischio di un’eruzione: “Il risveglio di un vulcano è preceduto da segnali assai più intensi di quelli che vediamo oggi, sia nella sismicità che nella composizione delle acque e dei gas che fuoriescono dal sottosuolo. L’ultima eruzione, quella del Monte Nuovo del 1538, ha visto un sollevamento del suolo di 14 metri nell’arco dei 2 secoli“, ha sottolineato l’esperto.
