Crisi del riso in Giappone: il Governo vende le riserve direttamente ai rivenditori

Secondo i dati ufficiali, il prezzo del riso ha subito un vertiginoso aumento del 98,4% su base annua

Di fronte a un’impennata senza precedenti dei prezzi del riso, alimento fondamentale nella dieta giapponese, il governo nipponico ha deciso di cambiare rotta: invece di vendere il riso delle riserve strategiche tramite aste ai grossisti, inizierà a distribuirlo direttamente ai grandi rivenditori. È quanto ha annunciato il nuovo ministro dell’Agricoltura, Shinjiro Koizumi, entrato in carica solo la scorsa settimana.

Secondo i dati ufficiali, il prezzo del riso ha subito un vertiginoso aumento del 98,4% su base annua, un dato allarmante per un Paese in cui il cereale rappresenta una componente culturale e nutrizionale imprescindibile. L’inflazione complessiva, attestata al 3,5% ad aprile, ha già messo sotto pressione i bilanci familiari.

Koizumi ha ammesso che le misure finora adottate – principalmente aste rivolte ai grossisti – si sono rivelate inefficaci nel calmierare i prezzi al dettaglio. “Per questo motivo, abbiamo deciso di vendere il riso direttamente ai grandi rivenditori“, ha dichiarato. L’obiettivo è far arrivare il riso sugli scaffali entro l’inizio di giugno. Il governo sta inoltre considerando l’eventualità di aumentare la quantità prelevata dalle riserve oltre le 300mila tonnellate inizialmente previste, nel caso in cui la domanda dovesse superare le attese.

La crisi ha anche avuto conseguenze politiche: il predecessore di Koizumi, Taku Eto, è stato costretto a dimettersi dopo aver affermato di non acquistare riso perché lo riceve gratuitamente, un commento percepito come offensivo da una popolazione alle prese con aumenti dei prezzi e incertezza economica.

I fattori scatenanti della crisi sono molteplici. I raccolti del 2023 sono stati gravemente compromessi da ondate di caldo estremo, che hanno ridotto la produzione nazionale. Inoltre, l’allarme per un possibile “mega-terremoto” lanciato durante l’estate ha provocato una corsa all’accaparramento di beni di prima necessità, incluso il riso. A ciò si aggiunge un’affluenza turistica record, che ha spinto ulteriormente verso l’alto la domanda. Alcuni analisti sospettano anche che determinati commercianti stiano deliberatamente accumulando scorte nella speranza di lucrare su futuri rincari.

Il provvedimento del governo giapponese, che punta a immettere rapidamente riso a prezzi calmierati nel mercato, sarà un banco di prova per la capacità dell’amministrazione Koizumi di rispondere a una crisi alimentare e sociale che ha già innescato tensioni politiche e malcontento tra i cittadini.