Per anni è stato liquidato come DNA spazzatura, considerato inutile perché privo di geni codificanti per proteine. Ora, un rivoluzionario studio dell’Istituto di Candiolo – IRCCS e del Dana-Farber Cancer Institute di Boston smentisce questa convinzione. Pubblicato su Blood, il lavoro mostra come i lunghi RNA non codificanti (lncRNA), generati da questa porzione oscura del genoma, abbiano un ruolo cruciale nello sviluppo tumorale.
Grazie alla piattaforma IsoScan, basata su CRISPR-Cas13d, i ricercatori hanno analizzato le isoforme di lncRNA nel mieloma multiplo, scoprendo che circa il 12% di esse è essenziale per la sopravvivenza delle cellule tumorali. Un dato comparabile ai geni tradizionalmente noti. Inoltre, alcune isoforme sono comuni a più tumori, inclusi quelli a mammella, polmone, colon e linfomi.
Queste scoperte aprono nuove vie terapeutiche: bersagliare specifiche isoforme di lncRNA potrebbe portare a cure antitumorali più precise ed efficaci. A supporto, nasce anche il portale LongDEP, una risorsa pubblica per lo studio funzionale degli lncRNA. Il DNA “spazzatura”, oggi, è tutto fuorché inutile.
