Gli australiani hanno votando oggi, sabato 3 maggio, nelle elezioni politiche nazionali che, secondo i sondaggi, dovrebbe favorire il Partito Laburista (sinistra) del primo ministro Anthony Albanese rispetto all’opposizione conservatrice (destra), in un contesto in cui la coalizione di governo ha cavalcato le preoccupazioni per le politiche del presidente USA Donald Trump mettendo in ombra le richieste di cambiamento su cui da anni spingevano le opposizioni.
Entrambi i principali partiti australiani si sono concentrati sul tema del caro vita, ma i sondaggi mostrano che l’incertezza globale, alimentata dai dazi altalenanti imposti da Trump, è diventata rapidamente una questione centrale per gli elettori.
I seggi in Australia – la più importante democrazia al mondo in cui è obbligatorio andare a votare per tutti i cittadini – hanno aperto alle 8 del mattino (GMT+10), anche se un numero record di 8 milioni di persone su 18 milioni di aventi diritto aveva già votato in anticipo per corrispondenza. I seggi hanno chiuso alle 18 (le 10:00 di questa mattina in Italia).
Cosa succede se non si vota in Australia?
In Australia il voto è obbligatorio dal 1924 e tutti i cittadini dai 18 anni devono iscriversi alle liste elettorali e partecipare. La Commissione elettorale punta a tenere registrato almeno il 95% degli aventi diritto e chi non vota senza una valida giustificazione rischia sanzioni: deve dimostrare di aver votato, spiegare l’assenza o pagare una multa di 20 dollari australiani, altrimenti può andare incontro a ulteriori multe, lavori socialmente utili, pignoramenti o, in alcuni casi, brevi periodi di carcere.
La legge ha garantito all’Australia un’affluenza altissima per quasi un secolo, spesso oltre il 90%. Nel 2022 è scesa all’89,8%, il minimo storico, ma il Paese resta tra quelli con la partecipazione elettorale più alta al mondo grazie anche al voto anticipato e per corrispondenza.


