In Emilia Romagna il primo trapianto totalmente robotico di emifegato

È il primo caso descritto al mondo: a ricevere l'emifegato è stato un uomo di 62 anni affetto da un grave tumore del fegato

In Emilia Romagna, è stato eseguito il primo trapianto al mondo di emifegato con approccio totalmente robotico. L’intervento è stato realizzato lo scorso 15 febbraio. È il primo caso descritto al mondo, informa una nota della Regione Emilia Romagna, che conferma la crescente importanza della chirurgia robotica nell’ambito dei trapianti d’organo, di cui il Centro Trapianti di Modena, con il sostegno della Regione Emilia Romagna, è antesignano.

Il paziente e l’intervento

A ricevere l’emifegato è stato un uomo di 62 anni affetto da un grave tumore del fegato. Il 62enne sta bene ed è stato dimesso dall’ospedale dopo solo cinque giorni dall’intervento. L’operazione chirurgica è stata eseguita al Blocco Tecnologico dall’equipe guidata da Fabrizio Di Benedetto, professore ordinario di Unimore e direttore della Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, con il supporto dell’Anestesia e Rianimazione 1, guidata dal professor Massimo Girardis, e del personale infermieristico del Blocco.

Tecnica split e chirurgia robotica

Il trapianto di fegato con tecnica split permette di ottenere, da un fegato intero, un segmento laterale sinistro per un ricevente pediatrico e un lobo destro allargato per un ricevente adulto. Lo sviluppo di questa tecnica è stato reso possibile dall’esperienza del gruppo diretto da Di Benedetto, che ha implementato l’uso di questa tecnologia sia nel campo della chirurgia oncologica del fegato, del pancreas e delle vie biliari, sia nel trapianto di fegato da donatore vivente.

Innovazione e finanziamenti

Nel 2024, infatti, per la prima volta in Italia, e tra i primi tre casi al mondo, a Modena era stato eseguito un trapianto di fegato con tecnica robotica mini-invasiva. La chirurgia robotica permette di ridurre le dimensioni dell’incisione chirurgica, ingrandire la visuale operatoria simile a quella di un microscopio, e annullare il tremore fisiologico della mano grazie al braccio robotico che sostiene gli strumenti. La Regione Emilia Romagna ha finanziato i programmi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena come il prelievo di fegato e rene da donatore vivente con tecnologia robotica e il trapianto di rene robotico.