Energia, Pichetto: “per mini reattori nucleari verso un’esplosione della domanda”

Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin sull'argomento dei mini reattori nucleari

Sui piccoli reattori nucleari e sul criterio di dove collocarli “sono convinto che saranno il sistema privato, i consorzi industriali, le città a muoversi, con un’esplosione della domanda come quella che si prefigurarà modernizzare il sistema produttivo”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo nel corso dell’evento ‘Una transizione ecologica giusta e raggiungibile’, che si è svolto ad Arezzo. Il recente disegno di legge sul nucleare, ha spiegato, è “partito per delineare un quadro giuridico per mettere nelle condizioni chi ci sarà nel 2030-2032, nel momento in cui ci sarà lo strumento, di decidere. La parte procedurale dobbiamo darla e dobbiamo fare che in modo che nel momento opportuno sia pronta. E’ un percorso che durerà comunque 2 anni”. “Dentro – ha aggiunto il ministro – abbiamo previsto anche un impegno sulla formazione, per arrivare all’obiettivo industriale che ha la new-co” tra Leonardo, Ansaldo Energia ed Enel, nata per sviluppare le nuove tecnologie nucleari. “Sarà la prima parte di un percorso fondamentale che dobbiamo fare come Paese, poi la parte scientifica farà il resto” ha concluso il ministro.

Pichetto: “idiozia vietare motori endotermici al 2035”

“Il famoso Fitfor55 file che dice al 2035 vietiamo i motori endotermici è una idiozia, per una ragione. Io la settimana scorsa sono salito su auto con il motore diesel ad idrogeno a emissione zero. Di conseguenza qual era l’errore? adattato”. Lo ha sottolineato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Cingolani sul nucleare

Il nucleare di quarta generazione “richiede un po’ di investimento, e ragionevolmente da 5 a 10 anni per uno sviluppo sensato. Credo sia ragionevole dire che dal 2035-2040 queste macchine possono esserci. Adesso ce n’è una nel deserto del Gobi, fatta dai cinesi, però i costi sono elevati. Ovviamente con la ricerca i numeri calano”. Lo ha affermato Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, intervenendo al convegno ‘Una transizione ecologica giusta e raggiungibile. Strategia territoriale e nazionale ad Arezzo. “La quarta generazione – ha spiegato – non fa uso di uranio 235, fa uso di materiali con meno scorie radioattive che in caso di malfunzionamento non diventano bombe atomiche ma si spengono come il motore della macchina, quindi sono intrinsecamente più sicuri”. Inoltre, ha spiegato, “ha una scoria che decade in 200-300 anni, non in 3.000; ha bassa emissione, e soprattutto, essendo piccole” le centrali, “producendo poca energia, si prestano ad un sistema locale. E’ la soluzione ideale per un modello di comunità energetica che, in un distretto industriale, in un paese che si trova lontano dai poli principali della rete, potrebbe risolvere il problema”.