Energia rinnovabile, in Italia aree idonee individuate solo in 3 regioni: ecco dove

Altre 4 regioni hanno presentato proposte di legge che però devono ancora completare l'iter approvato

A cinque mesi dalla scadenza prevista dalla legge per l’approvazione, da parte delle regioni, di norme regionali per il recepimento del decreto sulle aree idonee a ospitare le fonti rinnovabili, solo tre hanno portato a compimento tutto l’iter approvativo e presentano regole vigenti. Si tratta della Sardegna, che in realtà ha vietato l’installazione delle Fer sul 99% del territorio, dell’Abruzzo e del Friuli Venezia Giulia. Altre 4 regioni hanno presentato proposte di legge che però devono ancora completare l’iter approvato: sono Calabria, Puglia, Toscana e Lombardia. Tra le restanti regioni sono emersi orientamenti rispetto a disposizioni che riguardano le aree idonee, ma ancora non sono state presentate proposte di legge. Va ricordato, d’altro canto, che le elezioni per il rinnovo della giunta e del consiglio regionale si sono tenute nell’autunno del 2024 in Liguria, Umbria ed Emilia Romagna e qui, anche per l’avvicendamento delle amministrazioni, ci sono ritardi.

Il percorso tortuoso e a rilento da parte degli enti territoriali in materia di individuazione delle aree nelle quali l’iter approvativo degli impianti può essere accelerato, si spiega anche con le impugnative fatte da vari operatori su alcuni articoli del decreto Aree Idonee e con l’attesa ormai da mesi che il Tar emette una sentenza di merito, dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso l’applicazione di alcuni commi del decreto. Tutto è rimasto sospeso per mesi e il risultato, come era da attendersi anche per le norme contraddittorie ormai presenti nell’ordinamento nazionale (il decreto Agricoltura dello scorso anno, che di fatto vieta l’installazione di impianti fotovoltaici nelle aree ad uso agricolo, si è andato a sovrapporre alle numerose semplificazioni e accelerazioni sulle rinnovabili varate dal governo Draghi), è un quadro molto frastagliato a livello nazionale.

Il Consiglio di Stato ha sospeso, in particolare, il comma del decreto Aree Idonee che lasciava il potere alle regioni di definire non idonee anche le aree stabilite come idonee dalle leggi del 2021 (articolo 20 comma 8 del dlgs 199/2021): queste sono le aree industriali dismesse, cave, aree lungo autostrade e ferrovie. Il Tar del Lazio aveva fissato un’udienza di merito lo scorso 5 febbraio, ma poi è stato tutto rinviato. Il quadro nazionale oggi vede la Sardegna, prima regione a legiferare in materia, che ha nella sostanza definito il 99% del territorio regionale non idoneo per impianti rinnovabili che potranno beneficiare di un iter approvativo accelerato. “Se si guarda alle norme varate in Abruzzo, in Friuli e altre proposte di legge come quelle presentate in Calabria, Puglia, Toscana e Lombardia emerge una rilevante attenzione alla tutela del paesaggio e alla tutela dell’agricoltura che è doverosa,ma non sembra che ci sia pari attenzione alla funzione delle rinnovabili e del fotovoltaico per contenere i costi dell’energia”, osserva Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. E’ quanto si legge su Il Sole 24 Ore.