Con l’arrivo della primavera inoltrata, i sentieri di montagna, i boschi e le campagne italiane tornano a popolarsi non solo di escursionisti, ma anche dei loro abitanti più discreti e spesso fraintesi: i serpenti. Maggio è uno dei mesi in cui è più facile avvistarli, complice il clima mite che risveglia questi rettili dal letargo invernale.
Ma quali sono le specie più comuni in Italia? E cosa dovremmo sapere per convivere serenamente con la loro presenza durante le nostre attività all’aperto?
Una ricca biodiversità da conoscere (e rispettare)
Contrariamente a quanto molti pensano, l’Italia ospita numerose specie di serpenti, quasi tutte assolutamente innocue per l’uomo. Osservarli, da una distanza prudente, può arricchire l’esperienza di un’escursione tanto quanto la vista di un capriolo o il canto di un cuculo.

I serpenti non velenosi più frequenti
Durante le uscite primaverili, è molto più probabile incontrare serpenti non velenosi, che costituiscono la stragrande maggioranza delle specie italiane.
- Biscia dal collare (Natrix natrix)
Ama gli ambienti umidi come stagni, fiumi e canali. È riconoscibile dal tipico “collare” giallo o arancione dietro la testa. Se spaventata, può fingersi morta o secernere un liquido maleodorante per difesa. - Natrice tessellata (Natrix tessellata)
Simile alla precedente, ma più legata agli ambienti rocciosi e aridi. Preda principalmente piccoli pesci e anfibi. Il suo aspetto può ingannare, ma è del tutto innocua. - Biacco (Hierophis viridiflavus)
Tra i più comuni in Italia, agile e veloce, lo si può notare nei pressi di ruderi, muretti a secco o pietraie. Può assumere un comportamento difensivo se si sente minacciato, ma non è pericoloso. - Saettone comune (Zamenis longissimus)
Di aspetto elegante, colore dorato o verde oliva, è un eccellente arrampicatore. Spesso si trova tra le fronde di alberi o siepi in zone boschive. - Cervone (Elaphe quatuorlineata)
Il gigante tra i serpenti italiani: può superare i 2 metri di lunghezza. Ha un’indole pacifica e una livrea con quattro bande scure longitudinali. - Colubro liscio e colubro di Riccioli
Due specie elusivamente rare e schive, di dimensioni contenute e distribuzione frammentata. Poco conosciuti, meritano protezione e attenzione.
Le vipere: velenose ma molto rare
Nel nostro territorio vivono anche quattro specie di vipere, ma la più diffusa è la Vipera aspis, conosciuta anche come vipera comune. Vive per lo più in collina e montagna, ed è facilmente riconoscibile per la testa triangolare, il corpo tozzo e un tipico motivo a zigzag sul dorso.
Le altre specie – come la Vipera berus o la Vipera dell’Orsini – sono localizzate in aree molto ristrette e sono considerate minacciate. In ogni caso, la vipera tende a evitare l’uomo e morde solo se messa alle strette.
Dove potresti incontrarli?
Ecco alcuni ambienti dove è possibile incrociare serpenti durante le escursioni:
- Tra le rocce e i muretti a secco lungo i sentieri collinari;
- Nei pressi di ruscelli, stagni e pozze d’acqua, soprattutto le bisce;
- In giardini, orti e cataste di legna in campagna;
- Al limitare dei boschi, tra l’erba alta e le siepi soleggiate.
Come comportarsi in caso di incontro
L’incontro con un serpente, se gestito con calma, non comporta alcun pericolo. Ecco alcune semplici accortezze:
- Non avvicinarti e non cercare di toccarlo;
- Evita di mettere le mani nude tra rocce, tronchi o cespugli;
- Usa bastoncini da trekking per fare un po’ di rumore durante la camminata;
- Indossa scarponi alti se cammini in aree pietrose o boscose;
- Ricorda: quasi tutte le specie sono protette dalla legge.
Perché tutelarli è importante
I serpenti svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi: controllano la popolazione di roditori, insetti e altri piccoli animali. La loro presenza è indice di un ambiente sano e ben equilibrato. Eliminarli o temerli senza ragione è frutto di disinformazione e pregiudizi.
Un momento di meraviglia
Maggio è il mese ideale per scoprire la natura italiana nella sua piena vitalità. Incontrare un serpente lungo un sentiero può essere un momento di meraviglia più che di paura, se ci si approccia con conoscenza e rispetto. Impariamo a riconoscerli, a proteggerli e soprattutto a conviverci: perché la biodiversità passa anche sotto i nostri piedi.