L’Europa del Nord attrae i ricercatori USA: “qui libertà accademica e investimenti”

Dopo l’ondata di provvedimenti restrittivi promossi dall’amministrazione Trump, il mondo accademico statunitense si trova sotto assedio

Mentre le università americane affrontano crescenti pressioni politiche e tagli alla ricerca, i Paesi nordici si mobilitano per attrarre i ricercatori in fuga dagli USA. “Siete i benvenuti”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione svedese Johan Pehrson, sottolineando l’impegno del suo Paese per garantire libertà accademica e stabilità finanziaria. Dopo l’ondata di provvedimenti restrittivi promossi dall’amministrazione Trump, il mondo accademico statunitense si trova sotto assedio. L’American Association of Colleges and Universities ha denunciato “un’ingerenza politica senza precedenti”, mentre la Stockholm School of Economics parla di una “vera battaglia” per il futuro scientifico americano.

Secondo la rivista Nature, le domande di lavoro all’estero da parte di scienziati statunitensi sono aumentate del 32% nei primi mesi del 2025. La risposta europea non si è fatta attendere: la Norvegia ha annunciato un fondo da 100 milioni di corone per attrarre ricercatori, mentre la Svezia ha stanziato fondi per il reclutamento internazionale. Anche Francia e Commissione Europea sono in campo, con una conferenza prevista a Parigi per promuovere il continente come nuova casa della ricerca globale.