La geodesia, la scienza che da sempre scruta la Terra nelle sue molteplici sfaccettature – forma, movimenti e campo magnetico – allarga i propri orizzonti, proiettandosi verso la Luna e gli altri corpi celesti del Sistema Solare. Un cambio di prospettiva reso possibile da strumenti e tecnologie all’avanguardia, oggi cruciali non solo per le future missioni planetarie, ma anche per la salvaguardia dei satelliti terrestri dalle insidie solari e per l’ambiziosa realizzazione di costellazioni orbitanti attorno al nostro satellite naturale.
Il legame indissolubile tra geodesia e astronomia, discipline gemelle fin dalla loro genesi, è stato il fulcro del convegno organizzato a Roma dall’Accademia Nazionale dei Lincei. “Questo è il quarto convegno sulla geodesia che organizzo all’Accademia e quest’anno ho scelto di affiancarla all’astronomia“, ha dichiarato all’ANSA Fernando Sansò, eminente linceo e professore emerito del Politecnico di Milano, coordinatore dell’evento. “La Terra, infatti, è un pianeta, perciò le tecniche di misurazione e le leggi fisiche utilizzate per studiarla sono le stesse che consentono di studiare anche gli altri pianeti“.
Questa sinergia tra le 2 scienze apre scenari inediti nell’esplorazione spaziale. La geodesia, con la sua capacità di misurare con precisione e di definire sistemi di riferimento, rappresenta la pietra angolare di progetti ambiziosi come Moonlight, il programma dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) volto alla creazione di una costellazione di satelliti in orbita lunare. Questa infrastruttura orbitale rivoluzionerà le future missioni, consentendo l’atterraggio autonomo e preciso dei veicoli sulla superficie lunare, agevolando gli spostamenti dei rover e ottimizzando le comunicazioni e il trasferimento dati tra la Luna e la Terra.
“In pratica – spiega Sansò – è un analogo del Sistema di Navigazione Satellitare Globale“, quel complesso sistema di posizionamento che permette al GPS di funzionare con efficacia sul nostro pianeta. L’analogia sottolinea come i principi fondamentali della geodesia terrestre trovino una naturale estensione nell’ambiente spaziale.
La geodesia, disciplina dalle molteplici applicazioni terrestri – dalla cartografia alla geologia, dall’ingegneria civile alla navigazione – ha vissuto una trasformazione radicale negli ultimi decenni. L’introduzione di tecnologie sofisticate e strumenti di misurazione sempre più accurati ha segnato un’era di progresso senza precedenti. “Sono stati fatti grandissimi progressi – sottolinea Sansò – oggi riusciamo a vedere il movimento delle placche terrestri quasi in tempo reale“. Questa capacità di monitoraggio dinamico del nostro pianeta fornisce un bagaglio di conoscenze e competenze trasferibili allo studio degli altri corpi celesti, aprendo nuove frontiere nella comprensione del Sistema Solare e delle sue dinamiche. La geodesia spaziale si configura così come uno strumento imprescindibile per il futuro dell’esplorazione planetaria, un ponte concettuale e tecnologico tra la Terra e le stelle.
