Dopo il crollo di un’enorme porzione del ghiacciaio Birch, nel Canton Vallese in Svizzera, con la conseguente valanga di milioni di metri cubi di ghiaccio, roccia, detriti e fango che ha cancellato quasi per intero il villaggio di Blatten, ora le autorità sono preoccupate per la formazione di un lago artificiale e per le possibili inondazioni. Il lago artificiale creatosi in seguito alla distruzione del ghiacciaio si sta allargando di ora in ora, salendo di 80cm all’ora, e il blocco del fiume Lonza, che scorre lungo il fondovalle della Lötschental, sta facendo temere inondazioni a valle, oltre ad inondare le poche case di Blatten che erano sfuggite alla furia della valanga di detriti. “Cercheremo di valutarne le dimensioni oggi”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Keystone-ATS Antoine Jacquod, funzionario della sicurezza civile e militare del Canton Vallese.
La situazione è così instabile che le autorità escludono per il momento qualsiasi intervento sul sito. “Il deposito, composto da roccia, ghiaccio e acqua, situato sul fondovalle, è instabile e al suo interno sono possibili colate detritiche. Ciò rende al momento impossibile qualsiasi intervento nell’area interessata“, hanno scritto le autorità cantonali in un comunicato stampa. “C’è un rischio elevato di un blocco di ghiaccio che potrebbe allagare la valle sottostante“, ha affermato Antoine Jacquod, riferendosi all’accumulo di roccia, ghiaccio e terra che blocca il fiume.
L’accumulo di rocce e detriti si estende “per circa 2 chilometri lungo la Lonza” e crea un “lago che si sta allargando sempre di più“, ha spiegato Raphaël Mayoraz, responsabile cantonale della gestione dei rischi naturali. Secondo Mayoraz, “3 milioni di metri cubi di roccia sono caduti improvvisamente sul ghiacciaio, trascinandolo con sé”. Si è trattato di un evento quasi senza precedenti in Svizzera.
Una diga artificiale è stata preventivamente svuotata per contenere l’acqua spinta indietro dal muro di ghiaccio, terra e detriti. Se l’acqua dovesse traboccare da questa diga artificiale, sarebbe necessario valutare l’evacuazione della valle. Il cantone ha dichiarato lo stato di emergenza per accedere più rapidamente a risorse aggiuntive.
“L’esercito ha condotto una ricognizione sul posto per determinare le necessità“, secondo il comunicato del cantone, che il giorno prima aveva immediatamente richiesto supporto per pompe, attrezzature per lo sgombero e la rimozione delle macerie, nonché torri di illuminazione. Per comprendere meglio la situazione, le autorità stanno anche consultando studi di ingegneria specializzati.
Il crollo del ghiacciaio era previsto da diversi giorni, poiché numerose frane si erano già verificate nella zona montuosa sovrastante. Il ghiacciaio era sottoposto a stretta sorveglianza, il che ha permesso di adottare le misure necessarie per proteggere gli abitanti di Blatten, evacuati nei giorni precedenti.
Un disperso
Vi è una persona dispersa a seguito del crollo del ghiacciaio Birch. Si tratta di un residente locale di 64 anni che, secondo le informazioni della Polizia cantonale, si trovava nella zona colpita al momento dell’evento. Per tutta la giornata odierna i soccorritori dell’Organisation cantonale valaisanne des secours (Ocvs), tra cui un soccorritore alpino e una squadra di cinque persone con l’ausilio di tre cani, hanno setacciato il cono di deiezione alla ricerca dell’uomo scomparso, ma, come ha fatto sapere la Polizia cantonale, “le ricerche non hanno avuto esito positivo”.
I precedenti
Alla fine di agosto 2017, circa 3,1 milioni di metri cubi di roccia si sono staccati dal Pizzo Cengalo, una montagna delle Alpi nel Canton Grigioni, non lontano dal confine italiano. La frana ha causato la morte di otto escursionisti. La colata detritica che ha seguito la frana ha trasportato circa 500.000 metri cubi di roccia e fango fino al paese di Bondo, causando ingenti danni materiali ma senza vittime.

