Con gli incendi, le foreste diventano hub di emissioni: le conseguenze indesiderate dei progetti di sequestro di carbonio

"Piantare alberi non è più sufficiente: le foreste sottoposte a riscaldamento e siccità possono trasformarsi in enormi fonti di carbonio quando bruciano"

Le foreste, generalmente considerate dei veri e propri ‘pozzi di stoccaggio’ del carbonio, stanno diventando sempre di più dei punti focali di emissioni a causa dei devastanti incendi che divorano sempre più ettari boschivi in giro per il mondo. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’Istituto universitario delle Nazioni Unite per l’acqua, l’ambiente e la salute (UNU-INWEH), che mette in guardia dalle conseguenze indesiderate degli attuali progetti di sequestro del carbonio che ignorano le mutevoli condizioni delle foreste. Gli autori sostengono che piantare alberi può in alcuni casi persino aumentare il rischio di incendi boschivi e potenzialmente aumentare le emissioni di carbonio.

Secondo Ju Hyoung Lee, ricercatrice in telerilevamento ambientale e idrologia spaziale presso l’UNU-INWEH, che ha guidato lo studio, “piantare alberi non è più sufficiente: le foreste sottoposte a riscaldamento e siccità possono trasformarsi in enormi fonti di carbonio quando bruciano. La politica forestale deve passare dalla protezione statica alla gestione dinamica del rischio”.

Secondo gli scienziati dell’UNU, i programmi di compensazione delle emissioni di carbonio devono passare dal semplice incentivo alla piantumazione di alberi al tenere conto di come il riscaldamento globale, la siccità e i parassiti possano trasformare le foreste in espansione in importanti fonti di carbonio. Le politiche dovrebbero valutare le condizioni idrologiche e termiche locali – precipitazioni, salute del suolo, siccità e ondate di calore previste – e includere misure di gestione attiva del combustibile.

Le foreste sono i nostri potenti alleati contro il cambiamento climatico – afferma il Professor Kaveh Madani, direttore dell’UNU-INWEH – ma solo se le gestiamo come sistemi viventi e dinamici. Integrando i dati satellitari con una gestione proattiva, possiamo impedire che gli incendi vanifichino decenni di progressi nella riduzione delle emissioni di carbonio”.