L’India ha recentemente siglato una serie di accordi strategici per l’acquisto di gas naturale liquefatto (GNL), adottando come riferimento di prezzo l’Henry Hub statunitense, uno degli indici più liquidi e seguiti al mondo per il gas naturale. Sebbene il GNL acquistato non provenga necessariamente dagli Stati Uniti, il prezzo sarà indicizzato a questo benchmark, consentendo una gestione dei costi più trasparente e prevedibile per Nuova Delhi. Questa mossa rappresenta una svolta rilevante nella politica energetica indiana. L’indicizzazione al prezzo dell’Henry Hub, infatti, consente agli acquirenti di coprirsi più facilmente contro eventuali rialzi, grazie alla grande liquidità del mercato futures americano. In un contesto di volatilità dei prezzi energetici, questa strategia offre maggiore stabilità e controllo sui costi a medio-lungo termine.
La formula concordata prevede un prezzo pari al 115% del valore dell’Henry Hub, a cui si sommano 5-6 dollari per milione di BTU (MMBTU), cifra che tradotta in euro porta il costo complessivo a circa 17 €/MWh. A questi vanno aggiunti circa 3 €/MWh per trasporto e rigassificazione, portando il prezzo finale attuale del GNL intorno ai 20-21 €/MWh. Un livello che può essere coperto sin da subito attraverso strumenti finanziari derivati, aumentando la capacità del paese di pianificare i costi energetici.
Con questa scelta, l’India si posiziona in maniera intelligente nel panorama globale del gas, bilanciando approvvigionamento e gestione del rischio, e dimostrando una notevole abilità nel negoziare condizioni vantaggiose in un mercato sempre più competitivo.
