Dopo giorni di lotta contro le fiamme, gli incendi boschivi divampati mercoledì lungo l’autostrada tra Gerusalemme e Tel Aviv sono stati in gran parte domati il 1° maggio, secondo quanto confermato stamane dalle autorità israeliane. Le principali arterie stradali, tra cui il corridoio Gerusalemme-Tel Aviv, sono state riaperte e i residenti evacuati da Mavo Horon hanno potuto fare ritorno nelle proprie case.
Definito il più vasto incendio degli ultimi 10 anni, il rogo ha devastato circa 13mila ettari di foresta e richiesto un imponente dispiegamento di forze: 163 squadre di terra e 12 velivoli antincendio. Nonostante le fiamme siano ora sotto controllo, i vigili del fuoco restano operativi, specie nelle zone di Latrun, dove il fumo continua a salire nei pressi di un monastero.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva dichiarato l’emergenza nazionale, preoccupato per il possibile arrivo del fuoco alle porte della capitale. La mobilitazione ha coinvolto anche civili volontari, come ad Abu Ghosh, dove i residenti hanno aiutato con manichette collegate a rubinetti comunali. Resta alta la vigilanza a causa dei forti venti, che potrebbero riattivare i focolai.
