Le grandinate che hanno colpito il Piemonte nelle ultime ore rappresentano l’ennesimo duro colpo per il comparto agricolo regionale, già provato da settimane di maltempo. Tra la sera di giovedì e le prime ore di venerdì, violenti temporali accompagnati da grandine di grosse dimensioni si sono abbattuti sul Torinese pedemontano, in particolare tra Canavese, Eporediese e Pinerolese, causando danni ingenti alle colture in pieno sviluppo.
Chicchi grossi come palle da ping-pong: devastati i raccolti
In molte località, i chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni considerevoli, comparabili a palle da ping-pong, abbattendosi con violenza su campi coltivati già stressati dalle piogge e dalle esondazioni avvenute in aprile. Gli agricoltori descrivono scene di distruzione simili a quelle di un bombardamento: intere distese di mais in crescita rase al suolo, frutteti danneggiati proprio nel momento più delicato della stagione e vigneti devastati poco dopo la fioritura.

I danni: mais, frutta, piccoli frutti e grano compromessi
A fare le spese di questa ennesima ondata di maltempo sono stati numerosi comparti della produzione agricola:
- Nel Canavese e in particolare nella zona di Ivrea, sono andati perduti ettari di mais, le cui piantine erano in fase di slancio vegetativo.
- Nel Pinerolese, la grandine ha colpito piccoli frutti in fase di fioritura, ma anche mele, kiwi e pere prossimi all’allegagione.
- Colpiti duramente anche i campi di grano, con spighe appena formate danneggiate irrimediabilmente dalla forza d’urto dei chicchi.
Il colpo è ancora più duro se si considera che molte di queste aree erano già state messe in ginocchio dalle esondazioni e allagamenti di aprile, i cui effetti si sommano ora ai danni causati dalla grandine.
Coldiretti: agricoltori disperati, danni già superiori a 3 milioni di euro
Molti produttori stanno già contattando gli uffici locali di Coldiretti per denunciare formalmente i danni subiti. Secondo le prime stime, il bilancio economico di questa nuova emergenza meteorologica potrebbe oltrepassare i 3 milioni di euro, cifra che va ad aggiungersi ai danni già registrati nelle scorse settimane per le piogge torrenziali.
La Coldiretti segnala una crescente preoccupazione tra gli imprenditori agricoli, alle prese con stagioni sempre più instabili e con fenomeni meteorologici violenti, rapidi e imprevedibili. La scarsità di misure strutturali di prevenzione e la lentezza dei risarcimenti aggravano ulteriormente una situazione che in alcune zone rischia di diventare insostenibile.
Una primavera da dimenticare: clima impazzito e raccolti compromessi
Non è la prima volta che le bombe d’acqua e le grandinate estreme segnano la primavera piemontese. Negli ultimi anni, questi episodi si sono intensificati sia per frequenza che per violenza, modificando radicalmente il calendario agricolo e le abitudini produttive delle aziende. In questo 2025, la primavera si sta confermando tra le più difficili e costose degli ultimi decenni.
Agricoltura e meteo
Il Piemonte affronta un nuovo capitolo drammatico del rapporto sempre più complesso tra agricoltura e meteo. L’intensificarsi degli eventi estremi, unito alla fragilità di alcune aree collinari e pedemontane, rischia di mettere in ginocchio intere filiere produttive. In attesa di interventi strutturali, per molti agricoltori la speranza è ora riposta nel clima dei prossimi mesi… e in una stagione estiva che, almeno per un po’, possa offrire una tregua.