Meteo: Anticiclone africano sull’Italia, ma nei fondovalle abruzzesi si gela. Perché fa più caldo in quota che a valle?

Fondovalle sottozero nonostante il caldo: colpa dell’inversione termica

In un’Italia che si prepara ad accogliere la prima vera ondata di caldo africano della stagione, l’Abruzzo si trova al centro di un fenomeno termico sorprendente quanto controintuitivo: le temperature aumentano rapidamente in quota, mentre in molte aree interne di fondovalle si continuano a registrare valori addirittura sotto lo zero.

Questa apparente anomalia non è affatto un errore strumentale o un evento sporadico, ma una conseguenza diretta di alcuni ben noti meccanismi meteorologici e fisici, che si manifestano con chiarezza proprio nei primi giorni di dominio dell’alta pressione subtropicale.

L’arrivo dell’anticiclone africano e il riscaldamento in quota

L’anticiclone africano che si sta espandendo verso il Mediterraneo convoglia masse d’aria molto calde di origine sahariana verso nord, interessando in modo particolare le regioni dell’Italia centrale, tra cui proprio l’Abruzzo. Tuttavia, queste masse d’aria calda si muovono prevalentemente in quota, tra i 1000 e i 3000 metri di altitudine, e investono in prima battuta le aree montane e collinari.

Anticiclone africano 31 maggio 2025

Il processo viene amplificato dalla subsidenza atmosferica, un fenomeno tipico delle aree anticicloniche: l’aria, discendendo lentamente dall’alto verso il basso, si comprime e si riscalda. Questo riscaldamento, noto come riscaldamento per compressione adiabatica, risulta particolarmente intenso proprio tra i 1000 e i 2500 metri di quota, dove l’aria è anche più secca e i cieli più limpidi, favorendo un riscaldamento solare diretto ed efficace.

Fondovalle ancora freddi: ecco cosa succede

Nel frattempo, nei fondovalle interni e nelle pianure chiuse, il calore del Sahara tarda ad arrivare. In queste zone, durante le ore notturne e al primo mattino, si forma spesso la cosiddetta inversione termica: l’aria fredda, più densa, ristagna nei bassi strati, mentre l’aria più calda resta sospesa sopra.

Questo avviene in particolare quando il cielo notturno è sereno, permettendo al suolo di raffreddarsi rapidamente. L’aria a contatto con il terreno si raffredda a sua volta, scivola verso il basso e si accumula nelle conche, formando vere e proprie sacche fredde. Fino a quando il sole non riesce a riscaldare sufficientemente il terreno, l’inversione resta attiva e le temperature restano molto basse, anche sotto lo zero.

Meccanismo della subsidenza atmosferica – fonte: chimica-online

Le valli interne abruzzesi, chiuse tra catene montuose, sono un esempio perfetto di questo fenomeno, con forti contrasti termici tra le quote più alte e le aree più basse anche nel raggio di pochi chilometri.

Le temperature del 31 maggio 2025: gelo nei fondovalle, mite in quota

I dati registrati nella mattina di sabato 31 maggio 2025 fotografano perfettamente questa dinamica:

Minime gelide in fondovalle:

  • Campo Felice: -0.3°C
  • Altopiano delle Rocche: 0.4°C
  • Rocca di Mezzo (AQ): 2.6°C
  • Piani di Pezza: 3.2°C
  • Navelli (AQ): 3.3°C
  • Cinque Miglia e L’Aquila: 4.4°C

Minime più miti in quota:

  • Majelletta – Blockhaus: 5.2°C
  • Passo Godi: 7.7°C
  • Campo di Giove / Pescocostanzo: 8.7°C
  • Passo Lanciano: 8.9°C
  • Monte Calvo: 9.2°C
  • Rifugio Macchia di Taranta: 9.3°C

Il paradosso è evidente: più si sale, più fa caldo. Eppure non si tratta di un errore, ma di una logica ben precisa che regola il comportamento dell’atmosfera durante le fasi anticicloniche.

Quando cambierà la situazione?

Nel momento in cui l’anticiclone africano persisterà per più giorni, l’aria calda avrà il tempo di penetrare anche nei bassi strati, scaldando il suolo e dissolvendo progressivamente l’inversione termica. A quel punto, anche i fondovalle registreranno temperature più elevate, portando il caldo estivo in modo uniforme su tutta la regione.

Tuttavia, in queste prime fasi, è del tutto normale assistere a forti dislivelli termici tra fondovalle e alta quota, soprattutto al mattino.

La complessità del nostro clima

Il caso dell’Abruzzo in questi giorni ci offre un esempio concreto di come l’atmosfera reagisce in modo differenziato all’espansione dell’anticiclone africano. Mentre le quote più alte si scaldano rapidamente, i fondovalle restano a lungo intrappolati nel freddo. Un’ulteriore dimostrazione della complessità del nostro clima, e di quanto sia importante conoscere i meccanismi fisici alla base dei fenomeni meteo che viviamo ogni giorno.

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