Nirsevimab: l’anticorpo che protegge i neonati dal virus respiratorio sinciziale

Gli anticorpi monoclonali, a differenza dei vaccini, offrono una protezione immediata

Un anticorpo monoclonale chiamato nirsevimab ha dimostrato un’efficacia straordinaria nella prevenzione delle infezioni gravi da virus respiratorio sinciziale (RSV), una delle principali cause di ricovero nei neonati: lo rivela uno studio pubblicato su The Lancet Child & Adolescent Health, condotto dalla Dalhousie University in Canada e basato su dati reali raccolti in cinque Paesi durante la stagione 2023-2024.

Secondo la meta-analisi di 27 studi, il nirsevimab ha ridotto dell’83% il rischio di ricovero, dell’81% i casi che hanno richiesto terapia intensiva e del 75% le infezioni respiratorie gravi nei bambini sotto l’anno di età. Particolarmente significativa è risultata la protezione nei bambini oltre i 3 mesi (81%) rispetto ai più piccoli (76%).

Approvato nel 2023 da diverse autorità regolatorie, il nirsevimab è già stato incluso in programmi nazionali di prevenzione nei Paesi ad alto reddito. Gli anticorpi monoclonali, a differenza dei vaccini, offrono una protezione immediata imitando direttamente la risposta del sistema immunitario.

I risultati confermano il valore di nirsevimab come strumento cruciale per ridurre l’impatto del virus respiratorio sinciziale nella popolazione pediatrica più vulnerabile.