Pollice e ciuccio: come e quando dire addio alle abitudini auto-consolatorie nei bambini

Interrompere queste abitudini può diventare una sfida, le strategie dei genitori variano

Succhiarsi il pollice o usare il ciuccio è comune nei primi anni di vita, ma interrompere queste abitudini può diventare una sfida per molte famiglie: è quanto evidenzia un sondaggio nazionale del CS Mott Children’s Hospital dell’Università del Michigan, che ha analizzato comportamenti e strategie adottate dai genitori statunitensi.

Secondo i dati, circa il 50% dei bambini ha usato un ciuccio, mentre uno su quattro si succhia il pollice. Tali comportamenti si manifestano soprattutto prima del sonno o in momenti di stress. L’uso costante, però, può protrarsi anche in situazioni meno prevedibili, come la visione di video.

Le strategie dei genitori variano: alcuni limitano l’uso del ciuccio al momento della nanna, altri lo rendono meno appetibile praticando un foro nella tettarella. Per il pollice, si prova con pupazzi da stringere o deterrenti come vaselina o guanti.

Gli esperti ricordano che queste abitudini hanno benefici iniziali, come la riduzione del rischio di SIDS, ma un uso prolungato può compromettere dentizione e linguaggio. Si consiglia di iniziare lo svezzamento già dai 6 mesi, con un approccio graduale, rispettoso e attento al benessere emotivo del bambino.