Al via il primo Corso in Lombardia in “Diritto e Scienze della Vita” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Secondo l’ultimo Osservatorio LISTUP di Indicon Società Benefit, nel 2024 il settore Life Science rappresenta circa l’11% delle aziende innovative in Italia

In un settore come quello della salute, segnato da una straordinaria evoluzione scientifica e tecnologica che sta ridefinendo profondamente ogni aspetto della nostra esistenza, servono percorsi formativi capaci di tenere insieme sapere accademico, esperienza giuridica e innovazione scientifica. Secondo l’ultimo Osservatorio LISTUP di Indicon Società Benefit, nel 2024 il settore Life Science rappresenta circa l’11% delle aziende innovative in Italia, con investimenti che hanno raggiunto i 303,3 milioni di euro, portando questo settore a un aumento di circa il 60% rispetto al 2023. In particolare, la Lombardia è la regione leader per crescita di startup Life Sciences, con Milano come principale hub. È in questo contesto di continua crescita e di nuove sfide che si è tenuto oggi in Università Cattolica il Convegno “Le professioni legali nel mondo delle Life Sciences. Sfide e opportunità” in cui è stata lanciata la prima edizione del Corso Executive in “Diritto e Scienze della Vita. Profili giuridici dei mondi pharma & medical devices”.

Il Corso, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore – Alta Scuola Federico Stella sulla Giustizia Penale (ASGP), in collaborazione con gli studi legali Portolano Cavallo e Carnà & Partners, ha l’obiettivo di formare a 360 gradi avvocati, giuristi di impresa, operatori giuridici nel settore farmaceutico e dei dispositivi medicali. Ma quali sono le competenze legali richieste per operare nel settore Pharma e BioMed? Ne hanno parlato Stefano Solimano, Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro Cuore; Matteo Caputo, Ordinario di Diritto Penale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Ascensionato Carnà, Partner dello Studio Associato Carnà & Partners; Federico Esposito, Vice President Legal & Compliance di Chiesi; Alessandra Fidone, Legal Affairs Director di Zambon; Laura Orlando, Italy Managing Partner di Herbert Smith Freehills ed Elisa Stefanini, Partner di Portolano Cavallo.

I dettagli

Si tratta di uno dei primissimi percorsi formativi in Italia – e l’unico nel panorama lombardo – interamente dedicato ai profili giuridici delle Life Sciences. Un progetto innovativo per contenuti, impostazione interdisciplinare e prestigio della faculty, pensato per supportare i professionisti nel confronto con una realtà in costante trasformazione, in cui il diritto è chiamato a svolgere un ruolo centrale, contribuendo a garantire la sicurezza dei cittadini, la salvaguardia dei diritti fondamentali e uno sviluppo etico e sostenibile. Il programma, suddiviso in moduli specialistici, attraverso un’analisi dettagliata della normativa di riferimento e delle prassi operative, esplora le fasi della ricerca, della produzione e dell’immissione in commercio di farmaci e dispositivi medici con particolare attenzione ai temi regolamentari, della proprietà intellettuale, degli appalti pubblici, della concorrenza, della data protection, della compliance e della responsabilità penale e civile degli operatori. Il percorso fornisce strumenti per affrontare contesti altamente regolamentati, costruire nuove practice professionali e rafforzare anche quelle soft skills – come visione strategica, capacità di dialogo tecnico e approccio interdisciplinare – oggi imprescindibili per chi opera nel mondo legal delle scienze della vita. Inoltre, i partecipanti avranno l’opportunità di inserirsi in un network altamente qualificato, fatto di studi legali, imprese, autorità regolatorie e istituzioni.

Per Matteo Caputo, Direttore scientifico del Corso, “il post lauream dell’Università Cattolica si distingue come uno spazio e un tempo per affinare contaminazioni tra saperi diversi, quale metodo per governare realtà dinamiche come le scienze della vita. Un settore che costituisce una risposta concreta a bisogni di notevole utilità sociale, presenta una forte carica di internazionalizzazione, registra significativi livelli occupazionali e, soprattutto, è investito da cambiamenti che interpellano la regolazione e la compliance in modo creativo. La medicina, la farmacologia, la tecnologia e l’economia hanno bisogno del diritto per risolvere questioni intricate, non prive di risvolti etici: il Corso raccoglie la sfida e punta a specializzare avvocati e in house counsel in un’area professionale di nicchia dalle grandi prospettive di crescita”.

“Il mondo delle Life Sciences non è solo un settore trainante dell’economia globale, ma una realtà che incide in modo sempre più diretto sulla vita delle persone. Per uno studio legale è fondamentale comprendere a fondo questa complessità che si riflette in un’elevata multidisciplinarità: solo così è possibile offrire consulenza efficace, lungimirante e realmente integrata” – afferma Elisa Stefanini, Partner di Portolano Cavallo e docente del Corso. “Il Corso rappresenta un’occasione preziosa per formare professionisti capaci di dialogare con l’innovazione, affiancando imprese, istituzioni e ricerca con competenza giuridica solida e strumenti aggiornati”.

Secondo il dott. Ascensionato Carnà, Managing Partner dello Studio Carnà che collabora alla realizzazione del Corso e docente della faculty, “Il progetto è destinato a colmare una lacuna nell’offerta formativa post lauream italiana. Il settore delle Life Science necessita infatti di competenze specifiche e trasversali, che solo la collaborazione tra professionisti, accademici ed esperti di diverse discipline può assicurare. La consulenza legale alle società farmaceutiche non può ignorare le specificità organizzative e procedurali delle stesse, financo le ricerche che vengono svolte e le tipologie di strumenti impiegati. Le competenze aziendalistiche, in questo particolare ambito, sono essenziali per lo sviluppo di strategie consulenziali solide e in grado di anticipare le conquiste della medicina, affinché le nuove scoperte possano essere messe immediatamente a frutto, sempre nel rispetto della normativa di settore, a beneficio dell’intera collettività e dell’avanzamento della scienza”.