I Grandi Modelli Linguistici (LLM), come ChatGPT, sono capaci di sviluppare spontaneamente regole sociali e convenzioni comportamentali, senza interventi umani. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Science Advances e guidato dal fisico italiano Andrea Baronchelli del City St George’s, Università di Londra. L’esperimento si è basato sul “gioco dei nomi”, già usato in studi sulle convenzioni sociali tra esseri umani. In gruppi di LLM, due modelli venivano accoppiati per scegliere un nome tra opzioni date. Ogni volta che concordavano, ricevevano un punteggio positivo; in caso contrario, negativo. Pur senza sapere di far parte di un gruppo, né ricevere istruzioni globali, i modelli arrivavano comunque a un consenso collettivo.
Dopo numerose interazioni, emergeva spontaneamente un nome condiviso, spesso una lettera come “M” o “Q”. Ancor più sorprendente, i ricercatori hanno osservato un “bias collettivo”: il gruppo mostrava preferenze sistematiche per opzioni equivalenti, anche se i singoli agenti non ne avevano. Come gli esseri umani, anche le intelligenze artificiali sembrano capaci di costruire società.
