Un’inaspettata scoperta ribalta il ruolo dell’eritropoietina (Epo), noto ormone che stimola la produzione di globuli rossi ed è tristemente famoso come sostanza dopante. Secondo uno studio dell’Università di Stanford pubblicato su Science, l’Epo può favorire la progressione del cancro ostacolando l’attacco del sistema immunitario. Nei topi, i ricercatori sono riusciti a bloccare l’azione dell’ormone, ottenendo una completa regressione del tumore al fegato.
Lo studio ha rivelato che inibendo l’Epo si trasformano i cosiddetti tumori “freddi” – immunoresistenti – in tumori “caldi”, ossia ricchi di cellule immunitarie attive. La combinazione tra il blocco dell’Epo e un’immunoterapia mirata ha permesso alla maggior parte dei topi trattati di sopravvivere, mentre quelli non trattati sono deceduti in poche settimane.
Il coordinatore della ricerca, Edgar Engleman, definisce il risultato una “svolta fondamentale”, aprendo prospettive per nuove terapie anche nei tumori umani. In passato, era già emersa una correlazione tra alti livelli di Epo nei tumori e una peggiore prognosi. Ora, per la prima volta, si svela come questo ormone possa disattivare la risposta immunitaria, suggerendo nuovi bersagli per l’oncologia.
