Spazio: da Matera alla Sicilia il telescopio FlyEye per la difesa planetaria

Terminata la fase di assemblaggio e test a Matera, il telescopio FlyEye sarà trasferito nella sua sede definitiva sul Monte Mufara, nel Palermitano

Dal cuore della Basilicata al cielo della Sicilia, un progetto strategico per l’osservazione degli asteroidi e la sicurezza spaziale. È nella “terra dei boschi”, presso il Centro Spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) di Matera, che sta prendendo forma FlyEye, un telescopio innovativo ideato e sviluppato interamente in Italia, finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con il sostegno fondamentale dell’ASI. Terminata la fase di assemblaggio e test nella “città dei sassi”, il telescopio sarà trasferito nella sua sede definitiva sul Monte Mufara, nelle Madonie, in provincia di Palermo. La scelta di questa località non è casuale: l’area offre condizioni ottimali per l’osservazione astronomica grazie a cieli bui e una posizione geografica strategica che consente una copertura efficace.

Matera, con la sua lunga storia di innovazione spaziale, e la Sicilia, con la sua posizione strategica, sono oggi le due facce di un progetto che unisce scienza, economia e protezione ambientale. Questo spostamento rappresenta anche una collaborazione interregionale tra Basilicata e Sicilia, che rafforza il sistema aerospaziale italiano e crea nuove opportunità di sviluppo tecnologico ed economico sul territorio siciliano.

Il telescopio FlyEye

Dotato di 16 camere ottiche ad altissima risoluzione e con un campo visivo particolarmente ampio, FlyEye rappresenta un importante salto tecnologico nel monitoraggio degli oggetti vicini alla Terra, in particolare asteroidi e detriti spaziali che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza del pianeta. Il telescopio, che somiglia a un gigantesco “occhio di insetto”, è il primo di una rete di quattro strumenti che saranno collocati strategicamente in diverse regioni del mondo, in entrambi gli emisferi.

La scelta di assemblare e testare FlyEye proprio a Matera non è casuale: qui operano infatti importanti enti di ricerca come il CNR, l’ENEA e l’Università degli Studi della Basilicata, oltre a realtà industriali come E-Geos del gruppo Leonardo.

Il Presidente dell’ASI, Teodoro Valente, sottolinea come “le attività di sorveglianza e difesa planetaria svolte dal FlyEye non siano soltanto un investimento per l’Italia ma per l’intera umanità, a tutela delle future generazioni”. L’Agenzia sta inoltre potenziando il centro lucano anche grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con progetti che includono la creazione di un museo dello spazio per promuovere la cultura scientifica e l’innovazione.

L’aerospazio in Basilicata

Il progetto FlyEye si inserisce in un contesto regionale molto vivace. La Basilicata è infatti riconosciuta come una delle aree leader in Italia per il settore dell’osservazione terrestre e per l’industria aerospaziale, grazie a una sinergia tra enti pubblici, grandi aziende e numerose PMI innovative. Il Cluster Lucano dell’Aerospazio (Clas) e il distretto tecnologico TeRN rappresentano esempi di questa vitalità. Secondo dati recenti, l’aerospazio contribuisce per l’11,5% al valore regionale, con un fatturato di 245 milioni di euro e quasi 1.000 addetti.

Oltre ai progetti satellitari come Cosmo-SkyMed, Prisma e Iride, che monitorano la salute del pianeta attraverso oltre 60 satelliti, la Basilicata si distingue per lo sviluppo di applicazioni nel campo della gestione del territorio, prevenzione dei rischi naturali e sostenibilità ambientale.

Un telescopio per la difesa planetaria

FlyEye nasce dall’esigenza di rafforzare la sorveglianza dello spazio circumterrestre, dove la crescente quantità di detriti e oggetti artificiali rappresenta un pericolo sia per i satelliti che per la sicurezza della Terra. Il telescopio è progettato per individuare in modo rapido e preciso asteroidi potenzialmente pericolosi, contribuendo alle reti internazionali di difesa planetaria. Questa missione si colloca in un quadro più ampio di collaborazione globale, che vede l’ESA e la NASA impegnate a sviluppare sistemi di allerta precoce e strategie di mitigazione del rischio.