Ogni anno, la Terra guadagna massa: migliaia di tonnellate di polvere spaziale e circa 50 tonnellate di meteoriti impattano il suolo, mentre frammenti di detriti spaziali (resti di razzi e satelliti dismessi) rientrano dall’orbita. Cosa succede quando questi oggetti attraversano l’atmosfera? Lo ha studiato Elizabeth Silber dei Sandia National Laboratories, utilizzando una rete globale di sensori a infrasuoni gestita dalla Comprehensive Test Ban Treaty Organization (CTBTO).
I bolidi, meteoroidi che esplodono creando boati e lampi luminosi, generano onde d’urto udibili come infrasuoni fino a migliaia di km. Tuttavia, a differenza di un’esplosione fissa, questi suoni si propagano lungo la traiettoria di volo. Silber ha dimostrato che se un bolide entra con un angolo superiore ai 60°, l’infrasuono rivela correttamente la sua traiettoria. Ma con ingressi più obliqui, la rilevazione diventa complessa.
La ricerca sottolinea l’importanza di considerare il movimento dell’oggetto per interpretare correttamente i dati. “Gli infrasuoni di un bolide sono più simili a un boom sonico che si estende nel cielo che a un singolo botto”, spiega Silber. Comprendere questi segnali è fondamentale non solo per studiare l’ingresso di meteoroidi, ma anche per monitorare e prevenire i rischi legati ai detriti spaziali terrestri.
