La recente diagnosi di tumore alla prostata per l’ex presidente statunitense Joe Biden ha scatenato non solo solidarietà, ma anche polemiche. La malattia, in forma aggressiva e già diffusa alle ossa, è stata resa nota domenica, ma l’attuale presidente USA Donald Trump ha subito insinuato che la condizione fosse nota da tempo e tenuta nascosta.
Il punteggio Gleason di 9 su 10 indica un carcinoma ad alto rischio, solitamente difficile da contenere. Trump e il vicepresidente JD Vance hanno sollevato dubbi sulla trasparenza della Casa Bianca, accusando Biden e il suo staff di insabbiamento. “Mi sorprende che l’opinione pubblica non sia stata informata molto tempo fa“, ha dichiarato il presidente ai giornalisti. “Ci vuole molto tempo per arrivare a quella situazione, a uno stadio 9“, ha aggiunto.
Sul piano medico, però, gli esperti frenano: il professor Otis Brawley della Johns Hopkins University ha sottolineato che, nonostante i controlli regolari, alcune forme di cancro alla prostata possono progredire rapidamente e rimanere non rilevate, specialmente negli uomini oltre i 70 anni.
