Un esame del sangue per fermare i tumori: nuove prospettive dalla ricerca

Studio guidato da Peter Sasieni, della Queen Mary University of London

Un singolo esame del sangue potrebbe rivoluzionare la diagnosi precoce dei tumori, affiancando gli attuali screening oncologici e intercettando fino alla metà dei tumori prima che raggiungano uno stadio avanzato. È quanto emerge da uno studio pubblicato su BMJ Open e condotto da Peter Sasieni della Queen Mary University of London, basato su dati del programma SEER e sulle performance del test MCED (multi-cancer early detection).

Il modello analizzato ha valutato l’efficacia dello screening annuale e biennale con MCED in persone tra i 50 e i 79 anni, includendo 20 tipi di tumori solidi e del sangue, con particolare attenzione a quelli a crescita rapida e aggressiva. I risultati indicano che lo screening annuale può ridurre del 49% le diagnosi in fase avanzata e del 21% i decessi entro cinque anni, mentre quello biennale porta a riduzioni rispettive del 39% e del 17%, ma con una maggiore precisione diagnostica.

Gli autori hanno evidenziato che questi risultati rappresentano scenari ottimali, ipotizzando piena adesione e test altamente accurati. La scelta tra screening annuale o biennale dipenderà dai dati reali e dai costi, ma entrambi potrebbero salvare molte vite se integrati ai programmi esistenti.