Nell’immaginario collettivo, il valzer “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss è da tempo celebrato come l’inno dello spazio, soprattutto grazie al film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, del 1968, ma non è stato incluso in nessuno dei Voyager Golden Record, i dischi considerati un biglietto da visita della Terra a bordo delle due sonde Voyager della NASA lanciate nel 1977 e che ora si trovano nello spazio interstellare. Ora il valzer è pronto a raggiungere le sonde, per celebrare i 50 anni della rete di tracciamento satellitare Estrack dell’Agenzia Spaziale Europea e i 20 anni della sua antenna Deep Space DSA 2 a Cebreros, in Spagna.
Per questo, questa sera, il brano eseguito dall’Orchestra Sinfonica di Vienna al Museo di Arti Applicate (Mak) di Vienna viene trasmesso nello spazio dall’antenna di Cebreros verso la sonda Voyager 1. Si celebrano così anche il bicentenario della nascita di Strauss e i 50 anni dell’ESA.
L’Estrack
Fin dalla sua nascita nel 1975, Estrack è stata il ponte di comunicazione fondamentale tra i satelliti in orbita e il controllo delle missioni presso il Centro europeo per le operazioni spaziali (Esoc) di Darmstadt, in Germania. La rete comprende ora molte stazioni sparse per il globo, ma quelle dedicate alle comunicazioni ininterrotte con lo spazio profondo sono tre: oltre a quella di Cebreros in Spagna, ci sono le stazioni di Malargüe, in Argentina, e di New Norcia, in Australia. Queste stazioni vengono costantemente aggiornate per rimanere al passo con le esigenze delle missioni, ed entro la fine del 2025 una quarta antenna per lo spazio profondo sarà inaugurata sempre a New Norcia.
“Siamo lieti che la stazione Cebreros possa supportare questo progetto artistico trasmettendo un segnale all’Universo”, commenta Octave Procope-Mamert, responsabile delle infrastrutture di terra per le operazioni dei veicoli spaziali presso ESA. “Inviare alle stelle un’opera di genio musicale mette in risalto il genio tecnico che applichiamo ogni giorno – aggiunge Procope-Mamert – volando e comunicando con le missioni europee alla scoperta di nuove conoscenze in tutto il Sistema Solare”.
