Il 25 giugno 1946 si verificava l’insediamento dell’Assemblea Costituente. A pochi giorni dal referendum istituzionale del 2 giugno, che sancì la nascita della Repubblica e la fine della monarchia, l’Italia voltava pagina e intraprendeva il cammino verso una nuova forma di governo democratica. L’Assemblea Costituente, composta da 556 membri eletti dal popolo, aveva il compito di redigere la nuova Costituzione. A guidarla fu eletto Giuseppe Saragat, figura di spicco del socialismo democratico, che ne assunse la presidenza con equilibrio e visione istituzionale. La sua elezione avvenne al secondo scrutinio con una larga maggioranza, simbolo della volontà di coesione tra le forze politiche del tempo.
Sul piano scientifico e giuridico, la nascita della Costituente rappresentò un laboratorio di democrazia. Per la prima volta in Italia si discusse in modo sistematico e partecipato su principi fondamentali come la sovranità popolare, i diritti inviolabili dell’uomo, il lavoro come fondamento della Repubblica.
L’Assemblea lavorò per oltre un anno, producendo una delle carte costituzionali più avanzate del XX secolo. La sua eredità giuridica e culturale resta ancora oggi un pilastro della democrazia italiana.
