Il 6 giugno 1971, l’Unione Sovietica lanciò la missione Soyuz 11, destinata alla stazione spaziale Salyut 1, la prima mai costruita. A bordo della navetta c’erano 3 cosmonauti: Georgi Dobrovolski, Viktor Patsayev e Vladislav Volkov. La loro missione rappresentava un importante passo avanti nella permanenza umana nello spazio: furono i primi a vivere e lavorare nello Spazio per oltre 23 giorni consecutivi.
Il successo scientifico della missione fu però oscurato dalla tragedia. Al rientro sulla Terra, la capsula Soyuz 11 atterrò regolarmente, ma i 3 uomini a bordo furono trovati morti. Un malfunzionamento nella depressurizzazione della cabina causò la morte per asfissia degli astronauti, diventando così l’unico incidente mortale avvenuto nello Spazio aperto, al di fuori dell’atmosfera terrestre.
La tragedia di Soyuz 11 fu un duro colpo per il programma spaziale sovietico, ma contribuì a migliorare i protocolli di sicurezza nelle missioni successive. I cosmonauti furono insigniti postumi di onorificenze nazionali e internazionali, entrando nella storia come pionieri coraggiosi dell’umanità nello Spazio.
