In Abruzzo resiste ancora la Neve! Lo spettacolo dei Nevai del Gran Sasso nel Vallone dei Ginepri | FOTO

Tra il Corno Grande e il Corno Piccolo, nel cuore d'Abruzzo, un paesaggio di ghiaccio e rocce resiste all'estate. Nevai abbondanti, aquile reali, gracchi corallini e tracce ancestrali si intrecciano in uno scenario senza tempo. Le immagini

Nel cuore del massiccio del Gran Sasso d’Italia, dove l’Abruzzo si fa selvaggio e verticale, la natura ha scritto oggi una delle sue pagine più affascinanti: nevai abbondanti a quota 1.630 metri, nel suggestivo Vallone dei Ginepri, tra le pareti impervie del Corno Grande e del Corno Piccolo. È un fenomeno raro e sorprendente, soprattutto in estate, dove ci si aspetterebbe solo pietra bruciata dal sole.

Lo scenario

Siamo nel territorio di Prati di Tivo, nel comune di Pietracamela (Teramo), ai margini orientali del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il Vallone dei Ginepri si presenta come una stretta gola incastonata tra pareti di dolomia, punteggiata da arbusti resistenti e colonie di animali selvatici. Qui, dove la verticalità domina e la bellezza è aspra, la neve resiste ancora, sotto forma di vasti nevai alimentati da accumuli invernali straordinari e da esposizioni poco soleggiate.

Il Regno delle Aquile e dei Gracchi

Questo è anche il “Regno delle Aquile”, dove la regina dei cieli appenninici, l’aquila reale, scruta l’orizzonte in cerca di piccoli camosci, mentre viene a sua volta disturbata dai gracchi corallini, uccelli sociali e acrobatici che dominano le correnti d’aria. Una catena ecologica perfetta, in equilibrio tra predazione e adattamento, che trasforma ogni visita in un documentario dal vivo.

La guida Davide Peluzzi, testimone e narratore di questo spettacolo, ha immortalato ieri con una serie di fotografie straordinarie l’abbondanza di neve presente a oltre 1.600 metri. Esperto escursionista, ambasciatore del Parco nel mondo e guida ambientale e naturalistica, Peluzzi ha raccontato l’esperienza con parole che sanno di pietra, vento e memoria: “È un luogo dove la severità della Natura ti ammalia in silenzio. Dove ogni passo è un ritorno all’essenziale. Dove anche le parole diventano pietre.”

Un giorno “piacevole” sulle tracce di pietre extraterrestri

L’escursione di ieri si è svolta sulle orme di un percorso suggestivo, quasi iniziatico, alla ricerca di “pietre extraterrestri”, come raccontato da Francesca Nicotera, in un gioco di simboli e speranza di ritrovare tracce umane antiche, forse archeologiche o geologiche, in un luogo dove il silenzio domina e il tempo sembra rallentare.