Allerta clima in Canada: +35°C in Alberta e 17mila evacuati per gli incendi devastanti

2025 da record in Canada occidentale: caldo anomalo e incendi mettono in ginocchio Alberta e Manitoba

Il 31 maggio 2025 sarà ricordato come una delle giornate più estreme della storia recente del Canada occidentale, con temperature eccezionalmente elevate che hanno infranto diversi record storici e un’ondata di incendi boschivi che ha costretto migliaia di persone all’evacuazione. L’Alberta e il Manitoba si trovano in stato di emergenza, mentre le autorità locali affrontano una crisi climatica dalle proporzioni eccezionali.

Alberta bollente: il caldo batte ogni primato

Nel cuore dell’Alberta, le temperature hanno raggiunto livelli senza precedenti per il mese di maggio. La località di Keane, nel nord della provincia, ha toccato i 35°C, mentre a Edmonton, presso l’aeroporto internazionale, si sono registrati 32,8°C. Questi valori non rappresentano un’eccezione isolata, ma fanno parte di una serie di giornate consecutive caratterizzate da caldo anomalo e persistente.

Temperature massime Alberta Canada

Nei giorni precedenti, altre località avevano già superato i massimi storici: il 29 maggio si sono registrati 31,9°C a Lacombe, 31,6°C a Red Deer e 32,7°C a Claresholm, superando i precedenti record mensili. Questa ondata di calore è un segnale allarmante di un clima sempre più estremo e imprevedibile, che colpisce anche le regioni tradizionalmente più fresche del continente nordamericano.

Incendi fuori controllo: stato di emergenza in Manitoba e Saskatchewan

Parallelamente al caldo record, un’altra emergenza si è sviluppata nel Canada centrale: gravi incendi boschivi hanno colpito ampie aree tra Manitoba, Saskatchewan e Alberta, costringendo le autorità a dichiarare lo stato di emergenza in più province.

Nel solo Manitoba, oltre 17.000 persone sono state evacuate, la più vasta evacuazione mai registrata nella storia recente della regione. Anche il Saskatchewan ha attivato misure straordinarie, mentre in Alberta diversi centri abitati sono stati minacciati direttamente dalle fiamme, con l’intervento delle forze armate canadesi a supporto delle operazioni di salvataggio e contenimento.

Tra le zone più critiche figurano Swan Hills e Chipewyan Lake, dove squadre di pompieri sono state isolate temporaneamente a causa dell’improvviso avanzamento del fronte di fuoco. Anche alcune infrastrutture strategiche, comprese installazioni petrolifere, hanno subito interruzioni, con evacuazioni del personale e sospensione delle attività produttive.

Vento, siccità e fumo: un mix esplosivo

A rendere la situazione ancora più difficile è la combinazione di vento forte e assenza di piogge, che continua ad alimentare l’espansione dei roghi. Solo tra Manitoba e Saskatchewan, nel 2025 sono già andati in fumo circa 1,5 milioni di acri di foresta, una superficie pari all’intera provincia di Trento in Italia.

La diffusione delle nubi di fumo ha compromesso la qualità dell’aria anche in aree urbane lontane dagli incendi, come Winnipeg, con preoccupazioni crescenti per le ricadute sulla salute pubblica. Particolato e agenti irritanti trasportati dal vento possono infatti aggravare patologie respiratorie e cardiovascolari, specialmente tra le fasce più vulnerabili della popolazione.

Prospettive critiche: nessuna pioggia in vista

Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non lasciano intravedere segnali di miglioramento: il caldo continuerà a insistere su gran parte del Canada occidentale, accompagnato da venti caldi e secchi, ideali per l’espansione degli incendi.

Le autorità regionali, supportate dai centri federali di emergenza, stanno predisponendo nuove evacuazioni e piani straordinari di intervento. Tuttavia, senza un deciso cambiamento delle condizioni atmosferiche, la stagione degli incendi 2025 rischia di superare per intensità e danni quella, già critica, dell’anno precedente.

Temperature record e incendi boschivi fuori controllo

Il 31 maggio 2025 ha segnato un punto di svolta per il Canada occidentale, con una drammatica combinazione di temperature record e incendi boschivi fuori controllo. Mentre il clima continua a mutare, con episodi estremi sempre più frequenti anche alle alte latitudini, l’urgenza di adottare strategie di adattamento climatico e prevenzione si fa sempre più pressante.

Le prossime settimane saranno decisive: se il caldo non darà tregua, il rischio è quello di una crisi ambientale di portata continentale, con impatti su ecosistemi, economie locali e salute umana.