L’Ucraina ha perso un altro caccia F-16 dopo che il suo pilota è stato colpito ed è morto mentre respingeva l’attacco su larga scala di missili e droni russi della scorsa notte. Si tratta della terza perdita di un F-16 in guerra, ha dichiarato l’esercito ucraino, citato dal Guardian. Si tratta di un caccia multiruolo americano a lungo richiesto: è il più utilizzato al mondo, con 3200 unità in servizio. “Il pilota ha utilizzato tutte le armi di bordo e ha abbattuto sette bersagli aerei. Nell’abbattere l’ultimo, il suo aereo ha subito danni e ha iniziato a perdere quota”, ha dichiarato l’Aeronautica ucraina su Telegram, sottolineando che il pilota, classe 1993, “ha fatto tutto il possibile e ha pilotato il jet lontano da un insediamento, ma non ha avuto tempo di eiettarsi”.
Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo appello all’Occidente dopo una delle notti più dure per il Paese dall’inizio della guerra. In un post pubblicato su X, ha denunciato che “quasi per tutta la notte, in tutta l’Ucraina sono risuonate le sirene antiaeree: 477 droni erano nei nostri cieli, per lo più Shahed russo-iraniani, insieme a 60 missili di vario tipo“. Tra gli obiettivi colpiti, anche un edificio residenziale a Smila, dove è rimasto ferito un bambino. Durante l’attacco, ha perso la vita il pilota ucraino Maksym Ustymenko. “Purtroppo, mentre respingeva l’attacco, il nostro pilota di F-16 Maksym Ustymenko è morto. Le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi fratelli d’armi“, ha scritto Zelensky, lodando “l’eroico lavoro dell’aviazione ucraina che protegge i nostri cieli”. Ha inoltre disposto un’indagine per chiarire le circostanze della sua morte.
Zelensky ha accusato la Russia di voler “colpire tutto ciò che sostiene la vita” e ha avvertito che “Mosca non si fermerà finché avrà la possibilità di lanciare attacchi massicci“. Solo nell’ultima settimana, ha detto, ci sono stati “più di 114 missili, oltre 1.270 droni e quasi 1.100 bombe plananti”. Per questo ha chiesto più sistemi di difesa: “l’Ucraina deve rafforzare la propria difesa aerea: è ciò che meglio protegge le vite. Si tratta di sistemi americani che siamo pronti ad acquistare. Contiamo sulla leadership, sulla volontà politica e sul sostegno degli Stati Uniti, dell’Europa e di tutti i nostri partner”.
