Il 5 giugno 2025, Tesla ha subito un crollo storico in Borsa, perdendo circa il 14% del valore delle sue azioni in sole quattro ore, con una capitalizzazione di mercato ridotta di oltre 150 miliardi di dollari. Questo tracollo è stato innescato da un violento scontro pubblico tra Elon Musk e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La tensione è esplosa quando Musk ha criticato duramente il nuovo piano fiscale di Trump, soprannominato “Big Beautiful Bill”, che prevede l’eliminazione progressiva dei crediti d’imposta per i veicoli elettrici. Musk ha definito la legge una “abominazione ripugnante”, sottolineando l’impatto negativo che avrebbe su Tesla e sull’intero settore della mobilità sostenibile. Trump ha risposto minacciando di revocare i sussidi federali e i contratti governativi a Tesla e SpaceX, affermando che ciò permetterebbe di risparmiare miliardi di dollari. E’ quanto si legge in un articolo di ‘La Repubblica’.
Reazioni e conseguenze
La disputa ha avuto ripercussioni immediate sul mercato: le azioni Tesla sono crollate, e la reputazione dell’azienda ha subito un duro colpo. Musk ha reagito accusando Trump di ingratitudine e ha minacciato di ritirare il supporto politico, affermando che senza di lui Trump non avrebbe vinto le elezioni. Ha anche evocato la possibilità di fondare un nuovo partito politico, segnando una frattura definitiva tra i due.
Impatto sul mercato e prospettive future
Il crollo delle azioni Tesla ha sollevato preoccupazioni tra gli investitori riguardo alla stabilità dell’azienda e alla sua capacità di navigare in un ambiente politico sempre più ostile. Nonostante un parziale recupero del 4,5% nelle contrattazioni pre-market del giorno successivo, l’incertezza rimane alta. Analisti come Dan Ives di Wedbush Securities suggeriscono che, se lo scontro si risolvesse, le azioni Tesla potrebbero riprendersi, ma sottolineano anche che la perdita dei crediti d’imposta potrebbe costare all’azienda fino a 1,2 miliardi di dollari all’anno.
Inoltre, Tesla affronta sfide significative in Europa, dove ha perso la leadership nel mercato dei veicoli elettrici a favore della cinese BYD, e negli Stati Uniti, dove è sotto indagine per il suo sistema di guida autonoma “Full Self-Driving”. La capacità dell’azienda di superare questa crisi dipenderà anche dalla risoluzione delle tensioni politiche ma soprattutto dalla sua abilità di adattarsi a un contesto normativo e di mercato in rapido cambiamento.
