Blue Origin rimanda il 2° lancio del razzo New Glenn: liftoff ad agosto

Il potente lanciatore da 98 metri resta a terra: missione rinviata

Il secondo volo del razzo New Glenn di Blue Origin, l’azienda spaziale fondata da Jeff Bezos, subirà un nuovo ritardo. Inizialmente previsto per la fine della primavera, il lancio non avverrà prima del 15 agosto 2025, secondo quanto comunicato dal CEO Dave Limp. Il razzo, alto 98 metri e dotato di un primo stadio riutilizzabile, rappresenta una delle punte di diamante del programma spaziale privato della compagnia. Tuttavia, la complessità della missione e la volontà di garantire il recupero del booster sembrano aver imposto uno slittamento del calendario.

“Never Tell Me The Odds”

Come per il primo lancio avvenuto a gennaio 2025, anche questa seconda missione sarà accompagnata da un nome evocativo: “Never Tell Me The Odds” (“Non dirmi le probabilità”), assegnato al secondo razzo, soprannominato Tail 2. Il riferimento, come nel caso del primo razzo “So You’re Telling Me There’s a Chance”, proviene dal mondo del cinema, in particolare da una celebre battuta di Star Wars.

L’obiettivo dichiarato per questo 2° volo è atterrare e recuperare il booster, una sfida tecnologica che richiederà “un pizzico di fortuna e un’esecuzione impeccabile”, ha detto Limp. La missione rappresenta un passo fondamentale verso la riutilizzabilità, un punto chiave nel modello di business spaziale di Blue Origin.

Il debutto: successo parziale ma promettente

Il 1° volo di New Glenn, lanciato il 16 gennaio 2025 da Cape Canaveral, non è riuscito a far atterrare il primo stadio su una nave drone nell’Atlantico. Tuttavia, il resto della missione ha avuto successo: il razzo ha portato in orbita terrestre una versione di prova della piattaforma spaziale Blue Ring, segnando un importante traguardo per la compagnia.

Produzione dei GS2 e obiettivi futuri

Nel suo post, Limp ha anche annunciato che l’azienda prevede di produrre 8 stadi superiori GS2 nel corso del 2025. Quello destinato al 2° volo è già stato testato lo scorso aprile. Nonostante l’obiettivo ambizioso di 8 missioni per quest’anno, le tempistiche attuali rendono difficile immaginare che il traguardo venga raggiunto.

Il payload

Ancora nessun dettaglio sul carico utile della seconda missione. Blue Origin potrebbe optare per un simulatore di massa nel caso non venga trovato un payload adatto in tempo, come accennato da Limp in una conferenza a febbraio. Ciò permetterebbe comunque di testare le capacità del New Glenn e rafforzare la fiducia nei suoi sistemi.