Caldo estremo in Asia: +45°C nello Xinjiang, minima di 34°C in Vietnam. Record infranti dal Pacifico ai Caraibi

Asia centrale nella fornace: caldo estremo e minime notturne da record. Record anche a Singapore, Kuala Lumpur e Phnom Penh

Il caldo estremo non dà tregua all’Asia centro-orientale, e l’estate 2025 rischia di passare alla storia come una delle più roventi di sempre. Dopo settimane di temperature eccezionalmente elevate, una nuova ondata di calore è pronta a investire l’Asia Centrale e a spingersi fino alla Cina settentrionale, facendo temere nuovi record assoluti.

Prossima ondata di calore: 45°C nello Xinjiang, 42°C nel Nord-Est cinese

Secondo le ultime previsioni, le aree interne e desertiche dello Xinjiang, nella Cina occidentale, potrebbero toccare punte estreme di 45°C, con temperature minime notturne da capogiro, attese intorno ai 32-34°C. Un caldo intenso e opprimente che si estenderà anche alla Mongolia interna e a parte delle province nord-orientali, dove le massime potrebbero superare i 42°C.

Anomalie termiche 850 hPa Asia centrale

Questo tipo di condizioni è particolarmente critico in zone con forte densità abitativa, dove l’effetto isola di calore urbana amplifica l’impatto delle alte temperature, rendendo sempre più difficile la dissipazione del calore notturno.

Vietnam: caldo notturno da record, soglie tropicali superate di notte

Se il giorno è rovente, la notte non offre alcun sollievo. Nella scorsa notte, il Sud-Est asiatico ha vissuto una delle notti più calde e umide mai registrate a inizio giugno. In Vietnam, si sono toccati valori notturni a dir poco eccezionali: 31,7°C a Vinh e 30,8°C a Quy Nhon, con tassi di umidità vicini al 90%.

Durante il giorno, le temperature hanno raggiunto i 39,5°C a Phu Lien, in Vietnam centrale, eguagliando il record nazionale per il mese di giugno. Una soglia che fino a pochi anni fa sembrava inarrivabile per queste latitudini in questo periodo dell’anno.

Un’ondata di calore globale nei tropici: record anche in Africa, Oceania e Caraibi

Il fenomeno non è isolato: i tropici stanno sperimentando una crisi termica su scala planetaria. In queste prime giornate di giugno, si stanno registrando temperature da record anche in Cambogia, Thailandia, Singapore, Malesia, oltre che in Africa centrale, nel Pacifico meridionale e nei Caraibi.

Secondo gli esperti, non si era mai osservata una simile simultaneità di picchi estremi in così tante regioni tropicali nello stesso momento. Un segnale allarmante che evidenzia l’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi in un contesto globale già fortemente stressato da temperature oceaniche record e da un’atmosfera sempre più energizzata.

Crisi climatica sempre più visibile: il caldo non molla i tropici

Le attuali condizioni meteorologiche in Asia e nei tropici sollevano serie preoccupazioni in merito alla sostenibilità climatica delle aree densamente popolate e urbanizzate. L’aumento progressivo della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore sta già causando impatti su salute pubblica, agricoltura e disponibilità idrica, soprattutto in contesti economici vulnerabili.

La continua esposizione a notti tropicali sopra i 30°C – fenomeno una volta raro – compromette il recupero fisiologico del corpo umano, aumenta il rischio di stress da calore e peggiora le condizioni preesistenti. Gli effetti di questo caldo persistente si estendono anche al comparto agricolo e al settore energetico, con picchi di domanda elettrica e potenziali blackout.

Un sistema climatico fuori equilibrio

Da Pechino a Kuala Lumpur, da Hanoi a Phnom Penh, il caldo estremo sta cambiando il volto dell’Asia. L’ondata che si sta abbattendo sull’Asia Centrale e il Sud-Est asiatico è l’ennesimo campanello d’allarme di un sistema climatico fuori equilibrio. E se oggi parliamo di record, il timore crescente è che domani diventino la nuova normalità.