In poco più di 20 anni, lo spostamento verso nord della corrente a getto subtropicale, un flusso d’aria d’alta quota che regola il clima regionale e modula i venti superficiali, ha causato una riduzione di circa il 40% della produzione primaria nel Mediterraneo nordoccidentale, la diminuzione più marcata mai descritta in questa regione, il che ha importanti implicazioni ecologiche, climatiche ed economiche. Lo rivela lo studio dell’Università di Barcellona, dell’Istituto di Scienze Marine, ICM-CSIC, di Barcellona e del Centro di Ricerca Ecologica, pubblicato sulla rivista Progress in Oceanography.
La produzione primaria marina, basata sul fitoplancton fotosintetico che cattura CO2 e rilascia ossigeno, rappresenta la base della rete alimentare marina e la sua riduzione potrebbe compromettere la pesca, le economie locali e regionali, nonché alterare il ciclo del carbonio oceanico, potenzialmente aggravando gli effetti del cambiamento climatico.
Lo studio
Lo studio ha collegato sistematicamente lo spostamento della corrente a getto con il declino della produzione primaria, spiegando che la modifica dei modelli di vento ha indebolito la risalita di acque profonde ricche di nutrienti verso la superficie marina, fondamentale per nutrire il fitoplancton. Questo fenomeno ha portato a una drastica diminuzione dell’apporto di nutrienti e quindi della produzione biologica marina.
Gli autori hanno analizzato variabili chiave come la posizione della corrente a getto, il trasporto di Ekman, l’azione del vento da nord e la concentrazione di clorofilla derivata da misurazioni satellitari, per comprendere le interazioni tra atmosfera e oceano e il loro impatto sulla produzione primaria. Essi sottolineano che, contrariamente ad alcune ipotesi che prevedono un aumento dei venti favorevoli alla risalita, nel Mediterraneo nordoccidentale lo spostamento della corrente a getto sta indebolendo questo meccanismo, con conseguenze significative per l’ecosistema marino.
Un caso chiave
Il Mediterraneo nordoccidentale è quindi un caso chiave per studiare gli effetti del cambiamento climatico sulle dinamiche oceanografiche e biologiche, e lo studio apre nuove prospettive per comprendere come i cambiamenti atmosferici influenzino la salute degli ecosistemi marini.
Gli autori evidenziano la necessità di ulteriori ricerche, combinando dati da osservazioni in situ, satellitari e modelli climatici ad alta risoluzione, per approfondire la variabilità interannuale e valutare se fenomeni analoghi si manifestino in altre regioni marine del mondo.
In conclusione, il lavoro mette in luce un nuovo fattore dinamico: lo spostamento della corrente a getto subtropicale, che sta influenzando profondamente la produzione primaria marina nel Mediterraneo nordoccidentale, con implicazioni ecologiche, climatiche ed economiche.
