Una nuova ricerca dimostra che le torbiere dell’Artico si stanno espandendo a causa del riscaldamento globale. Gli scienziati hanno utilizzato dati satellitari, droni e osservazioni sul campo per valutare i margini delle torbiere esistenti (ecosistemi impregnati d’acqua che immagazzinano grandi quantità di carbonio). Lo studio, condotto dall’Università di Exeter, ha scoperto che negli ultimi 40 anni le torbiere nell’Artico europeo e canadese si sono espanse verso l’esterno. Sebbene ciò potrebbe rallentare il cambiamento climatico immagazzinando carbonio, i ricercatori avvertono che un futuro riscaldamento estremo potrebbe causare una perdita diffusa di torbiere, liberando quel carbonio e contribuendo così alle emissioni.
“L’Artico si è riscaldato più rapidamente rispetto al resto del pianeta, con temperature medie aumentate di circa 4°C negli ultimi quattro decenni – ha affermato la dottoressa Katherine Crichton – questo ha migliorato le condizioni di crescita delle piante, causando un ‘inverdimento’ dell’Artico. Volevamo verificare se questo inverdimento potesse derivare dalle comunità vegetali delle torbiere. Sappiamo dai registri paleo che i periodi più caldi nella storia della Terra hanno portato a un maggiore accumulo di carbonio nelle torbiere. Il nostro nuovo studio mette insieme questi elementi per verificare se il riscaldamento globale stia causando l’espansione delle torbiere, e abbiamo trovato forti prove che lo sia”.
Le torbiere coprono solo il 3% della superficie terrestre, ma immagazzinano circa 600 miliardi di tonnellate di carbonio, ovvero più di tutta la biomassa forestale mondiale messa insieme. L’Artico presenta vaste aree di torbiera, che però si esauriscono nell’estremo nord, dove le dure condizioni limitano la crescita delle piante.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno esaminato 16 siti, una serie di torbiere sia nell’Artico basso che in quello alto, e hanno confrontato i dati del periodo 1985-95 con quelli degli ultimi 15-20 anni. Hanno trovato forti prove di espansione in più di due terzi dei siti (misurata tramite il cosiddetto “peak-summer greening”, ovvero l’aumento della crescita delle piante che formano le torbiere ai margini delle torbiere esistenti. I cambiamenti più significativi sono stati riscontrati nei luoghi in cui si registrano i maggiori aumenti delle temperature estive, come le isole norvegesi delle Svalbard.
“I nostri risultati suggeriscono che le torbiere artiche rappresentano un pozzo di carbonio naturale sempre più importante, almeno nel breve termine – ha affermato la professoressa Karen Anderson dell’Environment and Sustainability Institute presso il Penryn Campus di Exeter, in Cornovaglia – ma se le temperature continuano ad aumentare, è probabile che assisteremo a cambiamenti nelle precipitazioni e non siamo sicuri di quanto saranno sostenibili le torbiere nuove o esistenti. Inoltre, potremmo assistere a un aumento delle emissioni di metano contemporaneamente. Quindi, sebbene il nostro studio ci fornisca alcune notizie positive, ciò non toglie nulla all’urgente necessità di ridurre le emissioni di gas serra e stabilizzare il nostro clima”.
