Secondo quanto riporta il bollettino mensile di Arpa Veneto, il mese di maggio è risultato complessivamente più piovoso con frequenti episodi perturbati accompagnati in alcuni casi anche dalla discesa di masse d’aria fredda dai quadranti settentrionali. Le temperature sono risultate prossime alla media del trentennio 1991-2020.
Per quanto riguarda le precipitazioni, maggio è risultato più piovoso della norma: +34%, con frequenti episodi di instabilità. È il decimo maggio più piovoso dal 1992. Temperatura media risultata in linea con la media del trentennio di riferimento 1991-2020. Anche le temperature minime sono in linea con quelle del periodo 1991-2020, con uno scarto medio a livello regionale di appena +0.2 °C. Temperature massime leggermente sotto la norma, con uno scarto medio a livello regionale di -0.5 °C.
Infine, per quanto riguarda il manto nevoso, apporti di neve fresca significativi sono stati riportati solo oltre i 2600 m (circa 100 cm). I frequenti episodi anche intensi di pioggia sulla neve hanno favorito lo scioglimento del manto nevoso per tutto il mese, con riduzione della copertura nevosa e scomparsa della neve su tutte le stazioni al di sotto dei 2300 m. Molto scarsa la risorsa idrica nivale (SWE) a fine mese.
A maggio sono caduti mediamente in Veneto 152mm di precipitazione, la media del periodo 1994-2024 è di 122mm (mediana 102mm). Gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono superiori alla media del +24% e sono stimabili in circa 2790 milioni di metri cubi di acqua; il dato ha avuto un impatto anche sulle portate dei fiumi. Le massime precipitazioni del periodo sono state registrate dalle stazioni di S. Antonio Tortal (Trichiana BL) con 369mm, in Comune di Recoaro Terme (VI) dalle stazioni di Recoaro Mille con 339mm, Rifugio la Guardia con 310mm e Turcati con 293mm e dalle stazioni di Roncadin (Chies d’Alpago BL) con 309mm. Le minime precipitazioni sono state rilevate dalle stazioni di Pradon (Porto Tolle RO) con 33mm, Venezia Cavanis (VE) con 39mm, San Bellino (RO) con 52mm e Zuccarello (Marcon, VE) con 53mm.
A livello di bacino idrografico, rispetto alla media 1994-2024, sono state riscontrate condizioni di: surplus pluviometrico del +33% sulla Pianura tra Livenza e Piave, +29% sul Lemene, +28% sull’Adige, +26% sul Piave, +21% sul Brenta, +13% sul Bacino Scolante, +12% sul Livenza e sul Sile.
La stagione invernale 2024-2025 si chiude con un bilancio di precipitazione nevosa in deficit, con le conseguenti ripercussioni sugli spessori della neve al suolo e sulla risorsa idrica. A 2200 metri sono caduti quasi 200cm di neve in meno e 150cm a 1600 m nelle Prealpi. Nei fondivalle delle Dolomiti il deficit di neve fresca varia dal 45% al 75%, pari a circa 150cm di neve (periodo di riferimento 1991-2020).
Al 31 maggio le portate dei maggiori fiumi veneti, fortemente influenzate dall’andamento discontinuo delle precipitazioni registrate, si mantengono in linea se non superiori alle medie storiche su tutti i principali corsi d’acqua, ad eccezione del Po in significativo calo nell’ultima decade del mese.

